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Martedì 31 maggio ore 18 Campo dei Fiori- Roma
Il Comitato Promotore per il Sì ai referendum e il quotidiano "Il
Riformista" organizzano un evento a cui parteciperanno politici,
associazioni e personaggi dello spettacolo per sensibilizzare ed
informare sui temi del referendum del 12 e 13 giugno.
Dalle 18 in poi, si alterneranno sul palco politici, esponenti delle
associazioni e personaggi del mondo dello spettacolo schierati a favore
dei 4 Sì. Sono previste testimonianze di malati e di coppie infertili,
le cui speranze di cura risiedono nell´abrogazione parziale della legge
40 e nel successo dei referendum.
La serata sarà presentata da Ilaria D´Amico e Mario Tozzi e prevede
la partecipazione, tra gli altri, di: Ricky Tognazzi e Simona Izzo,
Lucrezia Lante Della Rovere, Vincenzo Salemme e Giobbe Covatta.
Hanno aderito all´iniziativa anche Afef, Piero Chiambretti, Patrizio Roversi.
Il Comitato Nazionale, "Il Riformista", Radicali Roma (cioé io) saranno presenti con un
punto informativo, dove verrà distribuito materiale divulgativo sui
quesiti referendari.
Seguiranno l´evento con una diretta Radio Radicale e Radio Città Futura.
Se beccàmo in piazza.

eh sì.
sarà che assomiglia come una goccia d'acqua ad una persona che mi è ancora molto cara...
:)
DOMENICA 29 MAGGIO - h.22
GRANDE FESTA
al BARCONE sul TEVERE
(lungotevere degli artigiani)
zona V. E. Rolli - Ponte Testaccio
UNA FESTA PER DIRE
4 VOLTE SÌ
IL 12 E 13 GIUGNO
UNA SERATA DI MUSICA ANNI ’70 E ‘80
- con DJ PRINCE FASTER –
Ingresso gratuito
Testo diffida dell'avv. Giuseppe Rossodivita (direzione Radicali Italiani) a Bruno Vespa, e a Flavio Cattaneo, Direttore Generale Rai su mandato dei Comitati promotori dei referendum sulla legge 40/2004
‘Il Comitato per il Sì ai Referendum, Nascere, Guarire, Scegliere' nelle persone di Antonio Del Pennino, Lanfranco Turci, Rita Bernardini, Barbara Pollastrini, Anna Bucciarelli, Daniele Capezzone, Cinzia Caporale, Marco Cappato, Maura Cossutta, Maria Paola Costantini, Vittoria Franco, Morena Piccinini, Tiziana Valpiana, Katia Zanotti, avendo appreso dalle agenzie di stampa che la odierna puntata di ‘Porta a Porta’ tratterà i temi dei 4 referendum parzialmente abrogativi della legge n.40 del 2004 con la presenza in studio, tra gli altri, di Mariella Burani Procaccini, Livia Turco, Giuseppe Fioroni, Stefania Craxi, Eleonora Porcu e Severino Antinori, mi ha conferito mandato al fine di diffidarvi dal voler registrare e mandare in onda detta puntata così come prevista.
Nella scelta degli ospiti di una così importante trasmissione, infatti, è stata totalmente ignorata la rappresentanza di quello che la giurisprudenza della Corte Costituzionale considera un Potere dello Stato, e cioè il Comitato Promotore dei Referendum, con i 113 ricercatori e scienziati che al fianco del Comitato hanno direttamente operato. Conseguenza della trasmissione di questa sera sarà inevitabilmente quella di indurre i telespettatori a ritenere erroneamente che il monopolio del sostegno scientifico ai quesiti debba essere riconosciuto a persone, come ad esempio il dottor Severino Antinori, che non sono rappresentative delle migliaia di cittadini che si sono impegnati nella promozione dei referendum. Con l’avvertenza che, in difetto di riscontro, si esporrà l’accaduto alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e all’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni al fine di segnalare l’artifizio volto palesemente ad eludere le norme di settore. Distinti saluti.
Roma, 24 maggio 2005
Avv.Giuseppe Rossodivita
Avrei bisogno di una consulenza giuridica: l' Omelia all' interno della Messa, puo' configurarsi come "una funzione di un Ministro di Culto"?
Vediamo perché:
Legge 25 maggio 1970, n. 352
Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 1970, n. 147)
Art. 51. Le disposizioni penali, contenute nel Titolo VII del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge.
D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche
Titolo VII - Disposizioni penali.
Art. 98. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.
Se passasse di qui un avvocato, gradirei un parere.
L' idea l' ho ciucciata a Dow.




Alla cortese ed urgente attenzione
-del Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
-del Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi
-del Presidente della Camera
Pierferdinando Casini
-del Presidente del Senato
Marcello Pera
-del Presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai
Claudio Petruccioli
-del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Corrado Calabrò
-del Direttore Generale della Rai
Flavio Cattaneo
-del Presidente di Mediaset
Fedele Confalonieri
Roma, 23 maggio 2005
Illustri Autorità, Signore, Signori,
mentre siamo giunti a meno di tre settimane dalla scadenza referendaria del 12-13 giugno prossimi, abbiamo deciso -da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini- di rivolgerci a voi per le diverse funzioni di garanzia o di massima responsabilità istituzionale, politica e civile che ciascuno di voi riveste.
Riteniamo che sia in corso, in piena flagranza e con massima gravità, una profonda ferita non tanto dei diritti nostri o di quanti sono più direttamente interessati dagli effetti della Legge 40, ma dei diritti fondamentali di tutti i cittadini italiani.
In particolare, contro ciò che le leggi scritte tassativamente prescrivono e che è ribadito da regolamenti e delibere degli organismi di vigilanza e controllo, è sistematicamente negato il diritto dei cittadini a “conoscere per deliberare”, ad essere correttamente e completamente informati sulla rilevante scadenze elettorale che si approssima.
Quando già amplissima parte della campagna è alle spalle, sulle reti del servizio pubblico, l’informazione delle cosiddette “tribune” è relegata negli anfratti più oscuri dei palinsesti; quella delle cosiddette “trasmissioni di approfondimento” è pressoché nulla; quella dei telegiornali, tranne eccezioni, è irregolare nella quantità e discutibilissima nella sua qualità, assai spesso partigiana, scorretta, faziosa. E’ insomma in pieno corso non solo l’alterazione di una prova democratica, ma la commissione di un preciso reato: quell’attentato ai diritti politici dei cittadini (fattispecie chiaramente individuata dall’articolo 294 del Codice Penale) che può compiersi attraverso l’”inganno” ed è volto ad “impedire l’esercizio di un diritto politico” o a “indurre qualcuno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà”.
Se possibile, appare ancora più patente il comportamento antigiuridico, oltre che civilmente indecente, del maggiore “concorrente privato” della Rai, Mediaset, che nonostante obblighi legislativi altrettanto precisi, e nonostante rassicurazioni e promesse private del presidente Confalonieri, opera per cancellare completamente (lo ripetiamo: per cancellare completamente) la nozione stessa dell’esistenza della prova referendaria.
Per questo, da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini, da persone che vogliono continuare ad avere fiducia in coloro a cui sono affidate responsabilità così rilevanti, chiediamo a ciascuno di voi di fare, con tempi adeguati alla gravità della situazione, quanto è necessario e possibile per interrompere questi comportamenti, e restituire ai cittadini italiani quanto è loro sottratto. Chiediamo che siano immaginate ed immediatamente inverate le misure compensative indispensabili per evitare di accettare a priori che il risultato referendario sia fondato su una gara falsata, antidemocratica.
Analogo intervento torniamo a sollecitare su almeno un’altra vicenda, che pure non potrà non interessare le autorità internazionali di monitoraggio elettorale. Ancora una volta, infatti, come già accadde nel 1999 (e si tratterebbe, di nuovo, di un evento inammissibile, in base agli standard di legalità elettorale internazionalmente accettati), saranno conteggiate ai fini del quorum alcune centinaia di migliaia di elettori italiani residenti all’estero, che non potranno in alcun modo esercitare i loro diritti elettorali (perché morti, dispersi, o per altre ragioni), e la cui inclusione tra gli elettori ha il solo obiettivo di rendere ancora più difficile il raggiungimento del quorum, e -con esso- l’efficacia giuridica dell’eventuale decisione abrogativa degli elettori.
Anche in questo caso, ci appelliamo a voi perché, in extremis, si superi la certa illegalità della prova elettorale: è ancora possibile sventare la vera e propria truffa che è in pieno corso ai danni dei cittadini e della legalità teoricamente vigente.
Riteniamo che nulla possa o debba rimanere intentato: interventi sanzionatori e di ripristino da parte delle autorità di controllo, ai fini del risarcimento di quanto è stato finora sottratto ai cittadini; messaggi alle Camere del Capo dello Stato; sedute straordinarie delle Camere; interventi normativi del Parlamento e del Governo. E’ in causa -insistiamo- non l’interesse nostro, o dei promotori del referendum, o dell’una o dell’altra porzione dell’elettorato, ma la concreta possibilità di evitare che legalità scritta e diritti dei cittadini siano ancora ridotti ad un mero flatus vocis, ad una flebile ed inutile emissione di voce, con concorso attivo oppure omissivo delle stesse istituzioni della Repubblica.
Per queste gravi ragioni, opponendo nuova speranza e nuova fiducia ad ogni tentazione di rassegnazione, e sperando di riuscire -così- ad interpellare le vostre coscienze, abbiamo deciso di avviare -dalla prossima mezzanotte- uno sciopero della fame, in attesa di risposte, atti e fatti concreti. E’ per tanti di noi un atto imprevisto, oltre che una decisione che ben difficilmente avremmo assunto, se non ci fossimo trovati dinanzi ad una realtà che ci appare gravissima, non ulteriormente tollerabile. E -teniamo a sottolinearlo- non lo facciamo per imporre (o anche solo per proporre!) un punto di vista: vi ricorriamo -invece- per aiutare i titolari di massime funzioni istituzionali e civili a far prevalere la lettera e lo spirito della legalità scritta.
Hanno deciso di promuovere con noi questa iniziativa e di partecipare allo sciopero della fame Demetrio Neri (Ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro del Comitato Nazionale per la bioetica), Maurizio Mori (membro del Direttivo della International association of bioethics), Adolfo Allegra (Direttore del Centro Andros, Palermo), Anna Pia Ferraretti (ginecologa, componente del Direttivo della Società Europea per la Riproduzione e la sterilità), Luca Gianaroli (Direttore Scientifico della Società italiana Studi di medicina della Riproduzione), Claudio Giorlandino (Direttore Centro Artemisia), Marcello Crivellini (Professore di organizzazione sanitaria al Politecnico di Milano), Fabrizio Starace (Direttore area sociosanitaria ASL Caserta 2, Docente di Epidemiologia comportamentale Università di Napoli).
Rimaniamo in attesa di riscontri, sperando che siano adeguati -per contenuti e tempestività- a quanto vi sottoponiamo.
A presto, auguri e grazie.
Gilberto Corbellini
(ordinario di storia della medicina, Università "La Sapienza")
Luigi Montevecchi
(medico, ginecologo)
vi chiedo solo di leggere qualche storia vera.
grazie.




Dopo trent' anni, Cossiga ritira fuori l' omicidio di Giorgiana Masi. E ripete la "sua" verità: fu uccisa da "fuoco amico", lui l'ha sempre saputo.
Ora, naturalmente, ognuno può dire ciò che vuole, quando vuole.
Ma Cossiga dimentica di ricordare ciò che avvenne quel pomeriggio. Dimentica di ricordare che gli scontri iniziarono dopo che le Forze dell' Ordine avevano freddamente, e per ore, provocato i dimostranti (o meglio: i Cittadini, dato che non c'era alcuna dimostrazione). Dimentica di ricordare che i "dimostranti" furono chiusi in luoghi ristretti nei vicoli di Roma, anziché dar loro la possibilità di disperdersi. Dimentica di ricordare che le foto di Tano d' Amico, i video e i nastri delle cronache dell' epoca (Radio Radicale, Radio Città Futura, Radio Onda Rossa) testimoniano di quello che avvenne. Dimentica di ricordare che in piazza c'erano uomini armati in borghese, "lupi travestiti da agnelli" li definì Pannella in Parlamento, con la loro brava borsa di Tolfa. Dimentica di ricordare che tutti poterono constatare che le Forze dell' Ordine spararono ad altezza d'uomo. Dimentica di ricordare che lo stesso Pannella lo sputtanò in Parlamento, di fronte ad una DC e ad un PCI all' epoca "di massa". E che solo il feeling che allora correva tra loro gli salvò il culo.
Ciò detto, va riconosciuto che Cossiga non è uno sciocco.
E allora, perchè riportare a galla, dopo trent' anni, quell' episodio vergognoso e che una persona intelligente come lui avrebbe ogni interesse (se non altro per quieto vivere) a lasciare seppellito?
In particolare, una frasetta buttata lì lascia perplessi: chi è il "parlamentare della sinistra radicale" di cui parla Cossiga?
Perchè non ne fa il nome?
E' forse un uomo politico dell' opposizione?
A chi conosce un po' come funzionano le cose in questo Paese (e come spesso la politica assomigli molto ad una fossa biologica dove ogni deiezione fermenta e maleodora) il dubbio viene: trattasi di trasversale messaggio mafioso in anno di elezioni?
Appello
per il rispetto della sacralità della coscienza in occasione del
referendum del 12 e 13 giugno per la modifica della L. 40/2004 (procreazione
assistita)
“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi,
Il cristianesimo non è mai stato solo potere e lotta fra poteri.
Il Vangelo e la profezia hanno incessantemente animato la crescita dell’umanità
lungo l’asse dei valori democratici, fra cui il primato della coscienza,
il pluralismo, l’etica della responsabilità. Che dire allora
di questa chiamata all’ubbidienza verso l’autorità
e all’appartenenza ecclesiale in occasione del referendum? Che ne
è del primato della coscienza, che ne è del pluralismo,
che ne è dell’etica della responsabilità? Che ne è
della lettera e dello spirito del Concilio?
Vogliamo
rileggere la magnifica apertura della “Costituzione dogmatica sulla
Chiesa”? Il Concilio si serve di parole antiche, citando cioè
il profeta Geremia e l’apostolo Paolo, per dire la parola nuova
quasi rivoluzionaria che tanti, compreso in primo luogo Papa Giovanni,
si aspettavano da tempo: “Ecco venir giorni (parola del Signore)
nei quali stringerò con Israele e con Giuda un patto nuovo…Porrò
la mia legge nei loro cuori e nelle loro menti l’imprimerò;
essi mi avranno per Dio e io li avrò per mio popolo… Tutti
essi, piccoli e grandi, mi riconosceranno, dice il Signore” (Geremia
31, 31-34). Cristo istituì questo nuovo patto, cioè la nuova
alleanza nel suo sangue (cfr. I Cor. II, 25)…”.
Questo è scritto nel documento conciliare fondamentale. Se tutti
hanno impressa nella loro mente e nel loro cuore la legge di Dio perché
non dare fiducia agli uomini e alle donne? Perché non affidare
la ricerca delle soluzioni più giuste al contesto della partecipazione
democratica in cui coscienze responsabili si confrontano e infine trovano
mediazioni politiche? Perché forzare le coscienze col principio
di autorità per fare un fronte politico contrappositivo?
Si obbietta da parte dei vertici ecclesiastici che “I parlamenti
che approvano e promulgano simili leggi (quelle che legalizzano l’aborto,
ndr) devono essere consapevoli di spingersi oltre le proprie competenze
e di porsi in palese conflitto con la Legge di Dio e con la legge di natura”
(Giovanni Paolo II, Memoria e identità).
E’ vero che la democrazia non è esente da errori, da ingiustizie
e da misfatti anche gravi. La guerra preventiva, ma si può dire
la guerra senza aggettivi, è un esempio attuale eclatante che brucia
a due anni dall’inizio della guerra contro l’Iraq. Ma la soluzione
è il principio di autorità? Quando l’autorità
ecclesiastica gestiva, direttamente o indirettamente, il potere civile
non ha forse commesso gli stessi errori e misfatti e massacri?
No,
la soluzione al problema del rapporto fra la legge umana imperfetta e
la legge divina perfetta non è l’appello al principio di
autorità, non è il ritorno al primato dell’appartenenza,
non è un nuovo intruppamento dietro il potere che si fa scudo di
Dio. La risposta è quella di Gesù: la profezia disarmata,
la testimonianza che rifiuta il potere e che allontana da sé la
tentazione stessa del potere. Lo indica bene l’apostolo Paolo in
una sua lettera: “(Gesù) pur essendo di natura divina, non
considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò
se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino
alla morte e alla morte di croce”.
p. Felice Scalia, gesuita, Issur (Messina); don Antonello Solla, parroco di San Grato di Saluggia, Vercelli; don Enzo Mazzi, Comunità dell’Isolotto, Firenze; don Leonardo Zega, già direttore di “Famiglia cristiana”, direttore di “Club 3”;, Milano; p. Pierangelo, p. Adriano, p. Giorgio, Comunità dei Sacramentini, Caserta; suor Elisabetta (Gina Toscano), Comunità s. Agnese di Livorno-Unione Suore Domenicane S. Tommaso d’Aquino; suor Teresa Caterina (Maria Teresa Nannoni), Comunità s. Agnese di Livorno-Unione Suore Domenicane S. Tommaso d’Aquino; Lina Vicario, associata, Comunità s. Agnese di Livorno-Unione Suore Domenicane S. Tommaso d’A-quino; suor Maria Teresa Ricci, superiora generale della Congregazione Serve di Maria di Ravenna; suor Maria Grazia Gaddoni, Congregazione Serve di Maria di Ravenna; suor Stefania (Leda Baldini), Comunità G. Savonarola e Compagni Martiri di Firenze – Unione Suore Domenicane S. Tommaso d’Aquino; suor Ludovica (Doriana Castellani), Comunità G. Savonarola e Compagni Martiri di Firenze – Unione Suore Domenicane S. Tommaso d’Aquino; don Paolino Trani, Città di Castello; don Paolo Farinella, Genova; don Andrea Gallo, Comunità di san Benedetto al Porto, Genova; don Olivo Bolzon, parroco emerito di San Floriano, Treviso; don Achille Rossi, direttore de “L’Altrapagina”, Città di Castello; don Claudio Mondino, Cuneo; don Mario Piantelli, parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo, Crema; don Gianfranco Formenton, parroco di S. Angelo in Mercole, Spoleto; don Giacomo Stinghi, responsabile del Centro di Solidarietà di Firenze – Onlus; p. Giorgio Pisano, Portici (Na); don Carmine Miccoli, parrocchia Maria ss. Assunata, Tollo (Chieti); p. Alberto Simoni, domenicano, Comunità Koinonia, Pistoia; don Lorenzo Grigoletto, Padova; don Renzo Fanfani, prete operaio, parrocchia di San Iacopo in Avane, Firenze; don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, Parma; Giulio Girardi, Roma; Ettore Masina, Roma; Giancarla Codrignani, Bologna; Elisa Lurgo, collaboratrice del “Foglio” di Torino; Enrico Peyretti, pubblicista, Torino; Ivano Pioli, consigliere del gruppo Mac (Movimento Apostolico Ciechi) di Milano; Michele Di Schiena, già
consigliere nazionale e presidente dell’Azione Cattolica di Brindisi, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione; Maurizio Portaluri, esponente di Medicina De-mocratica, già segretario regionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Brindisi); Giancarlo Canuto, docente di religione e già presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Brindisi; Fortunato Sconosciuto, docente di storia e filosofia, già presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Brindisi; Claudia Toniolo, ricercatore, Università di Roma “Tor Vergata”; Domenico Jervolino, , redazione de “Il Tetto”, direttore di “Alternative”; Maria Restello, Castelfranco Veneto; Amelia Girardi, Mestre; Tina Mazzullo, insegnante; Sergio Conti Nibali, pediatra; Antonio Gussio, insegnante; Natale Ullo, pensionato; Vincenzo Romano, magistrato; Luisa Berbero, insegnante; Raffaello De Leonardis, medico; Margherita Messina; Sandro Gorgone, ricercatore universitario; Grazia D'Arrigo, insegnante; Anna Notarbartolo; Zurzolo Albino, educatore; Carmelo Labate, docente universitario; Alfonso Augugliaro, medico; Maria Rigoli, medico, direttore sanitario; Renato Accorinti, insegnante; Rosario D'Anna, medico, docente universitario; Andrea La Torre, impiegato; Lino Prenna, Ordinario di Pedagogia generale e di Etica sociale nell'Università di Perugia; Salvatore Messina, sbattezzato, Valdagno (Vicenza); davide romano, palermo; Gaia Marsico, livorno; Alberto Borello, Borgo S. Dalmazzo (CN); gabriella soro, 09047 selargius; Maria Cristina Campodonico, Masciago Primo; avv. giovanni colombo, presidente rosa bianca, milano; Gianluca Alfieri, San Mauro Torinese; ROBERTO FURLAN, TREVISO;
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