050 TOP : --------------------------------
055 a newsletter
100 BLOGSTARS : -----------------------
101 personalità confusa
102 Brodo Primordiale
106 Robba
107 Giulia Blasi
108 Dandyna
109 Francilastrega
110 Fulvia Leopardi
111 Macchianera
112 Wittgenstein
115 trentamarlboro
117 MANTEBLOG
118 giuliomozzi
119 Blog Notes
120 Sabelli Fioretti
121 Random Bits
122 dotcoma*:o
123 Achiller Application
124 Paolo's weblog
125 attivissimo.blog/
126 Ander Costruksciòn
127 Camillo
150 RADICALI : ------------------------
151 malvino
152 Radicali Italiani
154 Anticlericale.net
155 il calibano
156 Nessuno Tocchi Caino
157 Antiproibizionismo
158 Montagnard Foundation
159 Mattia
160 Simplicissimus-Tombolini
166 JimMomo
167 michelelembo
170 liber.t@'
171 inoz
172 sannita
173 Il peggio (e il meglio) di RR
174 liberopensiero
175 Ass.ne Luca Coscioni
176 Arrakis
180 imprescindibile
190 Miss Welby
200 BLOGGANDO : ---------------------
205 Bookcafé
210 Il Mestiere di Scrivere
250 VARIE & EVENTUALI : ------------
251 Alcestis
BLOG-4 Banalitaten
BLOG-Azioneparallela
BLOG-Caligs
BLOG-Fuori dalle Mura
BLOG-Fuori dalle Mura
BLOG-Giovani tromboni
BLOG-Giuda Maccablog
BLOG-Laissez-faire
BLOG-le guerrecivili
BLOG-legnostorto
BLOG-Leibniz*
BLOG-Pfaall
SITO-Casaleggio Associati
SITO-Come salvarsi la vita
SITO-Fuori luogo
SITO-I liberisti
SITO-I Professori
SITO-I soldi
SITO-Informazione corretta
SITO-liberal cafe
aids
arredo urbano
attualitÃ
buon anno
caligola
clickflick
coglioni
cutténpast
di pietro
economia
elezioni
gugòlcu
il cazzeggiar mè dolce
imbecilli
internazionale
internet
io
io e la bimba
laicismo
leggere
natale
onu
ossignùr
pippe mentali
politica
raccomandati
radicali
rassegna stampa
referendum
sogni & incubi
utilities
varie & eventuali
varie ed eventuali
vecchietti
video
vita da singol
...quando straparlavo della mia terrazzetta.

Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!
Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha
lalalalalala...lalalalala...
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... arriverà...
Vasco Rossi - Un senso

insomma, mettiamola così: quello a destra (quello con la sciarpa, non quello col cappello) sarei io. con la parrucca.
quella a sinistra (quella con le vertebre al limite del cedimento strutturale: ce n'é solo una, non puoi sbagliare) saresti tu. senza colpi di sole e con la permanente appena fatta.
lo sfondo (anche se non si capisce, perché la messa a fuoco é un po' dilettantesca) sarebbe la piazzetta con l'edicola, la libreria e l'autofficina. oppure il boulevard col pizzettaro, il bar, il garage e il negozio di animali. oppure quel che vuoi.
ecco.
aspetta un po'...ho detto sarei, saresti, sarebbe?
condizionale, eh?
massì, é giusto così.
condizionale: a condizione che...
non certo conditio sine qua non...
:)
PS: t'ho vista ancora ridere, anche se ho rischiato grosso...tutto considerato, ne é valsa la pena.

ogni tanto càpita di pensare a vecchie cose, quasi dimenticate. giorni fa, leggendo in giro, m'é tornata in mente la Graziella della mia infanzia (la bici, non la donna).
oggi, invece, ho ripensato molto a quando mio figlio era piccolo e gli cambiavo il pannolino.
alle 15:30 son partito dall' ufficio, a cavallo del prode scooterone, per rientrare a casa. ca. 40°, qualche buon chilometro da fare. e, più il tempo passava, più pensavo: che bello, sarebbe, averne ancora un po'! se Ale fosse ancora piccolo, ne avrei sicuramente nell' armadietto. e, invece, non ci sarà.
ne sentivo proprio il bisogno. un bisogno urgente, anzi: vieppiù impellente.
ma forse - mi dicevo, ottimista - se non c'é lei, avrò di certo un surrogato, un alter ego.
arrivato a casa, ho guardato dappertutto, smucinato ogni scaffale, rovistato financo nella dispensa: niente. né lei, né una qualsiasi, misera, deplorevole, scaduta alternativa.
sulle mie povere chiappe abbrustolite ho spalmato dell' olio d'oliva (e nemmeno extravergine).
ecco perché ora son qui che tento miseramente di star seduto di trequarti...
:)
PS: domani cerco i boxer d'amianto.

a Federico Punzi e Michele Lembo
“Alleanza Cattolica – recita l’homepage di www.alleanzacattolica.org – è un’associazione di laici cattolici che si propone lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa”. Suo motto è “Per la maggior gloria di Dio, anche sociale!”. Dallo statuto: “Nella
formazione dei membri dell’associazione hanno fondamentale importanza i
mezzi spirituali, fra i quali vengono privilegiati il rosario,
l’adorazione eucaristica, il pellegrinaggio e gli esercizi spirituali
secondo il metodo di sant’Ignazio di Loyola”. E’ associazione omonima a quella fondata tanto tempo fa a Piacenza da Agostino Sanfratello (le ultime sue tracce in Forza Nuova)
e da Giovanni Cantoni (estimatore di Franco Freda ed assiduo
frequentatore della sua libreria a Padova), traendo ispirazione dal
pensiero dell’associazione della destra cattolica brasiliana Alleanza per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà. Il simbolo di questa primigenia Alleanza Cattolica era un’aquila con al centro il Sacro Cuore di Vandea, e aveva simpatici soci. Per dire: Piero Vassallo, autore di un cazzuto pamphlet
in difesa dei nazisti processati a Norimberga; Benedetto Tusa,
l’altrieri invischiato non sappiamo quanto ingiustamente nella fama di
squadrista sambabilino, e ieri avvocato difensore dell’ordinovista
Giancarlo Rognoni al processo per la strage di Piazza Fontana. Sul sito
web della novella Alleanza Cattolica, “costituita
il 31 gennaio 1998, festività di san Giovanni Bosco, innanzi al notaio
dr. Patrizio Sbardella, nei locali del Centro per un Mondo Migliore in
Rocca di Papa (Roma), registrato a Palestrina il 17 febbraio 1998”, non v’è traccia d’aquila, c’è solo un vistosissimo banner dell’Associazione Scienza & Vita che festeggia l’astensionismo del 74,1% di italiani al referendum del 12 giugno con un cubitale “Ha vinto la vita!”. Anche qui, soci simpaticissimi: Marco Respinti, curatore della pagina culturale del Secolo d’Italia e firmatario, con Antonio Socci, Luigi Amicone, Ubaldo Casotto, Gianni Baget Bozzo (splendido poker del Foglio di Giuliano Ferrara), di un incredibile Manifesto dei Cristianisti. Eccovi lì, già vi sento: “Castaldi,
stai facendo il disonesto! Approfitti del fatto che due associazioni
abbiano lo stesso nome per spacciarci come neofascista un’associazione
di ciellini e foglianti!”. Calmi, carini, vi leggo l’art. 1 dello
statuto di questa associazione cui manca l’aquila, così mi dite voi se
c’entra o no con quella che – l’avete detto voi, eh – era neofascista: “Art. 1 - In
continuità con un’attività ormai più che trentennale, promossa dal
signor Giovanni Cantoni a partire dal 1960, è costituita l’associazione
denominata Alleanza Cattolica…”. Ok? Ci
siamo? Aquila o non aquila, squadristi o non squadristi, si tratta
della stessa cosa, eguale eguale. Convenite? Bene, proseguiamo. Socci,
Amicone, Casotto… Ma il nome più prestigioso sul quale, oggi, Alleanza Cattolica può contare è quello di Alfredo Mantovano, che sul sito dell’associazione, in un virile Dizionario del Pensiero Forte, firma la voce “Legge 194”. Una chicca: “La
revisione della legislazione italiana sull'aborto, per avere connotati
di serietà, deve muoversi lungo […] direttrici interdipendenti, che
ribaltino la logica di banalizzazione della vita oggi dominante […]. Si
deve ripensare a misure, anche penalistiche, che dissuadano dalla
pratica abortiva: non ha senso proclamare l'intangibilità della vita e
ometterne la tutela sotto questo profilo, come sarebbe assurdo
immaginare che l’esortazione a essere buoni sia sufficiente a
proteggere l'esistenza di chi è già nato, indipendentemente dalla
configurazione del delitto di omicidio”. Tutto, cari lettori, sbirulettando Google – mica sono il tenente Sheridan. Estote parati, da quasi mezzo secolo questa non è bella gente!"
A me non resta che aggiungere l' art 4, comma a) dell' Associazione, dove vengono definiti gli SCOPI:
"Articolo 4. Scopi dell'associazione, simbolo e motto
a. L'associazione si propone la promozione di una cultura e di una civiltà cristiane, nella prospettiva dell'instaurazione della regalità di Cristo anche sulle società umane, con riferimento alle indicazioni del Magistero della Chiesa cattolica. Questo articolo dello Statuto è immodificabile, sì che la sua modifica comporta automaticamente lo scioglimento dell'associazione stessa."

sul blog di Antonio Tombolini, che leggo sempre volentieri, un commento all' editoriale del Riformista di ieri (non firmato, sottolinea Antonio, dunque riconducibile al Direttore, dunque, grosso modo, la "linea" del giornale), che condivido.
E al quale vorrei aggiungere una piccola considerazione: forse, é sempre un problema di merito & metodo.
Nel campo cattolico, le Gerarchìe Vaticane sono il metodo, la Chiesa (intesa come Comunità di Credenti) é il merito.
Dalla parte di chi, senza alcun timore come me, si picca di autodefinirsi ferocemente anticlericale (a costo di beccarsi gli epiteti di ottocentesco e/o passatista) la laicità dello Stato é il merito da tenere ben saldo. Mentre sul metodo si può discutere.
Forse é questo che si dovrebbe far capìre agli amici del Riformista. Nel mio testardo ed ottuso ottimismo della ragione, continuo a pensare che si possa fare.
E, forse, il titolo di Antonio ("Contrordine, Riformisti!") é un tantino esagerato.

- Ciao - disse Shatzy.
- Cosa prendete?
- Due cheeseburger e due succhi d'arancia.
- Patatine?
- No, grazie.
- Se prendete le patate costa uguale.
- Non importa, grazie.
- Cheeseburger, drink e patate, è la combinazione n. 3 - disse, indicando una foto alle sue spalle.
- Bella foto, ma non ci piacciono le patate.
- Potete prendere un doppio cheeseburger, combinazione n. 5, non ci sono le patate e costa uguale.
- Uguale a cosa?
- A un cheeseburger e succo d'arancia.
- Un doppio cheeseburger costa come un cheeseburger singolo?
- Sì, se scegliete la combinazione n. 5.
- Incredibile.
- Combinazione n. 5?
- No. Vogliamo un solo cheeseburger. Uno a testa. Niente doppi cheeseburger.
- Come volete, ma buttate via dei soldi.
- Non importa, grazie.
- Due cheeseburger e due succhi d'arancia, allora.
- Perfetto.
- Dessert?
- Vuoi la torta, Gould?
- Sì.
- Allora aggiungi una torta, grazie.
- Questa settimana per ogni dessert ordinato ce n'é un altro in regalo.
- Splendido.
- Cosa prendi?
- Niente, grazie.
- Ma devi prenderlo, è in regalo.
- Non mi piacciono i dessert, non li voglio.
- Ma io devo dartelo.
- In che senso?
- E' l'offerta della settimana.
- L'ho capito.
- Quindi devo dartelo.
- Come sarebbe a dire devi darmelo, io non lo voglio, non mi piace, non voglio diventare grassa come Tina Turner, non voglio infilarmi mutande XXL, cosa devo fare, aspettare la prossima settimana per mangiare un cheeseburger e basta?
- Puoi sempre non mangiarlo. Prendere il dessert in regalo e non mangiarlo.
- E cosa lo prendo a fare?
- Puoi buttarlo.
- BUTTARLO?, io non butto niente, buttalo tu, ecco, fai così, lo prendi e lo butti, ok?
- Non posso, mi licenzierebbero.
- Cristo...
- Sono molto severi, qui.
- Va bene, okay, lasciamo stare, dammi 'sta torta.
- Sciroppo?
- Niente sciroppo.
- E' gratis.
- LO SO CHE E' GRATIS MA NON LO VOGLIO, OK?
- Come vuoi.
- Niente sciroppo.
- Panna?
- Panna?
- C'é la panna, se vuoi.
- Io non voglio nemmeno la torta, come diavolo fai a pensare che voglia LA PANNA?
- Non so.
- Lo so io: niente panna.
- Neanche per il ragazzino?
- Neanche per il ragazzino.
- Va bene. Due cheeseburger, due succhi d'arancia, una torta senza niente. Questo é per voi - aggiunse, allungando verso Shatzy due cose avviluppate in carta trasparente.
- Che diavolo é?
- Chewingum, é in regalo, dentro c'é una pallina di zucchero, se la pallina é rossa vinci altri dieci chewingum, se é blu vinci una combinazione n. 6, gratis. Se la pallina é bianca, te la mangi e finisce lì. Comunque il regolamento é stampato sulla carta.
...
- Io voglio un cheeseburger e un succo d'arancia, l'hai capìto questo? Non so cosa farmene di tre pezzi di pollo fritto più una patata media più una pannocchia imburrata più una Coca media. NON SO COSA DIAVOLO FARMENE.
- Di solito li mangiano.
Alessandro Baricco - City
oggi, finalmente, ho deciso di sistemare la terrazzetta.
erano settimane che volevo farlo. la mia terrazzetta (-etta nel senso che sarà si e no una decina di metri quadri) mi sta a cuore. é piccola ma carina, é il mio affaccio sul mondo, un angoletto che, nel cuore di roma, mi fa illudere di essere da un' altra parte. eppoi mi piace l'idea di mettermi lì, sulla sdraietta (-etta nel senso che l'ho pagata 20 euro), con un bicchiere di bianco e un libro, a prendere il fresco. mi fa sentire bene.
dunque, stamattina sono partito. aveva sofferto, la terrazzetta, nell'ultimo inverno: l'avevo trascurata. io sapevo che mi sarei dovuto fare il culo, per questo rimandavo. ma oggi era la giornata giusta. guanti, palette, scopettoni, sacchi grigi tipo condominio, detersivi, guanti da giardiniere, pagliette di ferro, stracci, giornali, secchi, forbici, olio di gomito e tanta buona volontà.
ho riempito due sacconi di foglie secche, terriccio, rametti e vecchie piante delle quali non so il nome.
ho spazzato, potato, lavato, sciacquato, grattato, strappato, buttato terricci, fraschette, ex margherite, cadaveri di erica, invadenti rose rampicanti, esuberanti rincosperna, vasetti, vasini, vasucci, defunte citronelle, il pavimento di cotto, il tavolino di marmo e la panchetta di legno.
ho fatto tre docce, perso due chili di cloruro di sodio in soluzione fisiologica, cambiato tre tee-shirts.
ma, alla fine, la terrazzetta era tornata praticabile. e al tramonto, finalmente, dopo la terza doccia, ho preso il vino, le sigarette e il libro, e mi sono messo lì, le gambe distese, a prendere il fresco.
ahhhhhhhhhh........una soddisfazione prossima all' orgasmo (ho detto prossima....).
un minuto, due, cinque. una zanzara, due, cinque.
al decimo minuto e alla decima zanzara, ho preso su il vino, le sigarette e il libro e sono rientrato.
sarà per un' altra volta.
:)


ma Rutelli, perbacco!
e dove sta scritto?
ma su Europa, naturalmente!
e cos'é Europa?
ma il quotidiano della Margherita, diavolo!
e chi l'ha detto?
ma Vittadini, ohibo'!
e chi é Vittadini?
ma un boss di Comunione & Liberazione, PER DIO!
e adesso che fanno?
ehmm...lo invitano al Meeting di Rimini...ahilui...
...copio e incollo dal sito di libertàEguale un articolo assolutamente condivisibile, sia nell'analisi che in quanto di prospettico c'é.
I REFERENDUM E LE FRATTURE SANATE
di Antonio Funiciello
Già molto si è discusso, e ancora nei prossimi giorni si discuterà, dell'epilogo della vicenda referendaria. Si esaminerà a fondo l'incidenza reale delle gerarchie vaticane sulla misura dell'insuccesso. Si valuteranno i termini del cattivo uso (o dell'abuso) che dell'istituto referendario si è fatto in passato. Si criticherà la capacità dei referendari di comunicare l'urgenza di un impegno civile a sostegno delle tematiche trattate dai quesiti.
La sconfitta referendaria, insomma, è destinata - e non potrebbe essere diversamente - ad alimentare nuove discussioni sulle cause del suo infelice esito.
Ad un soggetto come la nostra associazione, però, che ha animato la sfida referendaria dalla scrittura dei quesiti al voto, passando per la vivace raccolta delle firme, spetta anche il compito di contribuire a rilanciare l'iniziativa politica sui tanti problemi lasciati aperti dalla sopravvivenza della legge 40. E' il senso dell'Assemblea dei Mille dal titolo "Che fare?" del 17, 18 e 19 giugno scorsi, promossa all'Ergife dai Radicali italiani, a cui libertàEguale ha offerto il suo contributo attraverso la partecipazione di Lanfranco Turci ed Enrico Morando.
Che fare, allora? Innanzitutto ripartire da due importanti fratture sanate dai nostri referendum: una più politica, l'altra più culturale. La prima riguarda i rapporti della sinistra italiana con la galassia radicale e le energie che raccoglie. E' del tutto evidente che una contaminazione con la cultura liberale radicale non può che giovare a una sinistra che mai come oggi fatica ad accelerare la sua modernizzazione. La prospettiva stessa di coinvolgere i Radicali nella coalizione di centro-sinistra che il prossimo anno competerà con il centro-destra per il governo del paese, è affidata unicamente ad un investimento politico da parte della sinistra. Certi conservatorismi presenti, a vario titolo, nel centro-sinistra potrebbero essere mitigati dalla partecipazione al progetto dell'Unione della cultura liberale radicale.
La seconda frattura sanata interessa ancora la sinistra, non nel rapporto con altra forza politica, bensì rispetto alla comunità scientifica italiana. Sia negli anni di governo del centro-sinistra, che nei più recenti di opposizione, molti spiacevoli arroccamenti culturali avevano incattivito questo rapporto, fino a determinare una situazione di reciproca diffidenza. La sfida referendaria ha nutrito di inediti significati l'amicizia tra forze progressiste e mondo scientifico, tali da favorire una maggiore consapevolezza del fondamentale ruolo che la ricerca dovrà ricoprire nei possibili governi di centro-sinistra. Se un investimento sulla conoscenza è la condicio sine qua non da cui muovere per innovare il paese e farlo uscire dall'impasse che il fallimento del centro-destra e la situazione internazionale hanno determinato, si capisce l'importanza di un dialogo finalmente ripartito tra riformisti e scienziati.
I referendum hanno sanato due fratture importanti per il futuro della vicenda politica italiana. E' un risultato positivo e nient'affatto incidentale che dimostra meglio la giustezza dell'impegno profuso in una sfida sfortunata.