un bloggo

un bloggo non è la vita e la vita non è un bloggo

Profilo Facebook di Gianclaudio Morini

Licenza Creative Commons
.

Utente: p3t3rpan

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.

Le immagini inserite in questo blog sono pubblicate senza alcun fine di lucro, qualora la loro pubblicazione violi diritti d'autore vogliate comunicarmelo per una pronta rimozione.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

p3t3rpan in Don Pierino e il com...

Le mie foto

L' informazione

Archivio

oggi
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005

Contatore

visitato *loading* volte



moon phases
 

 View My Public Stats on MyBlogLog.com

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

http://www.wikio.it

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

lunedì, 31 ottobre 2005
radicali a congresso/1



da venerdì, a Riccione, Radicali Italiani a congresso. per discutere non il se del nuovo soggetto politico, che è già nelle cose, ma il come e il perchè.

a spiegarlo, ci pensa Daniele Capezzone (si sta facendo, il ragazzo, si sta facendo...) nella sua relazione.
bella, completa, convincente.

parte dalla situazione del Paese.
trent'anni di illegalità istituzionale (vecchio pallino radicale), più la credibilità del ceto politico ridotta ai minimi termini, più l'assenza totale di riforme promesse e non attuate.
una situazione sconfortante, che provoca enorme distanza tra i Cittadini e tutto ciò che è Politica. un vuoto che, come accade in fisica, viene a poco a poco (ma inesorabilmente) riempito da altro. dal populismo del sistema RAISET con le sue fiction e i suoi telepredicatori, e dall'Istituzione altra: la Chiesa.
in fondo, dice, è questo che ci ha insegnato l'esito referendario: quel 25% di Cittadini che sono andati a votare sono, appunto, la quota residuale di vicini, di interessati alla Politica.

da qui discendono alcune considerazioni.
il CDX ha fallìto (o ha voluto fallìre) la promessa di riforme. non sarebbero dunque eco-sostenibili altri cinque anni di governo Berlusconi.
contemporaneamente, dall'altra parte si notano molti riformisti, ma non molti riformatori. ecco, allora, la necessità di più Blair, più Zapatero, più Fortuna.

del programma si dovrà discutere con i compagni socialisti, sulla base dei 31 punti di Fiuggi, ma, da subito, propone come punti-manifesto:

- PACS, per por fine a discriminazioni insopportabili.
- antiproibizionismo sulle droghe, per dare finalmente un senso concreto e realista alla lotta a mafie, camorre e 'ndranghete. e, insieme, evitare la stupida violenza del carcere ad un ragazzo preso con pochi spinelli.
- abolizione degli ordini professionali, per riaprire un Paese chiuso, sbloccare un Paese bloccato, per sconfiggere l'Italia dei monopoli, delle corporazioni, dei privilegi.
- superamento del Concordato, per riportare l'Italia nell'àmbito dei Paesi occidentali, in nessuno dei quali esiste un sistema del genere, e per restituire alla Chiesa Cattolica la legittimità dell'esporre e sostenere le proprie opinioni.

infine, il simbolo del nuovo soggetto politico: ci piacerebbe che fosse la  rosa nel pugno.
quella rosa che in Italia è inutilizzata da 19 anni, ma che è purtuttavìa un simbolo socialista per antonomasia. il simbolo dell' Internazionale Socialista, del socialismo francese, spagnolo, tedesco.

applausi.

:)

PS: Prodi, assente. ma ha inviato un messaggio, bontà sua. Fassino, pure assente. ma c'erano tre compagni con i quali abbiamo condotto una battaglia bellissima, seppur perdente (per il momento): Lanfranco Turci, Barbara Pollastrini e Katia Zanotti.

 

Appiccicato da: p3t3rpan alle 14:08 | permalink | commenti |
politica

domenica, 30 ottobre 2005
e che c'è di nuovo?

   


e così, Ahmadinejad l'ha detta chiara, senza tanti giri di parole, senza diplomatiche ipocrisìe.
a un convegno intitolato "Il mondo senza sionismo" (che, diciamocelo, sarebbe come se la Lega facesse un convegno intitolato "Il mondo senza negri") ha dichiarato:

"Israele deve essere cancellato dalla carta geografica".

a seguìre, un milione di persone in strada a Teheran ad appoggiare il Presidente.

e allora, giù!, tutti a scandalizzarsi.
protesta l'UE, protestano gli USA, protesta l'ONU (protesta perfino Kofi Annan, figurati!), protesta Israele (insomma, protesta...s'incazza un po', ma non è che gli si possa dar torto), protestano addirittura la Cina e l'India.
ci credereste? protesta pure l'ANP!
tutti a protestare.

ma, nel frattempo che tutti protestano, c'è anche chi dice, come Deborah Fait sul suo blog:
"Ma insomma, di che vi stupìte? Che c'è di nuovo? " e subito dopo: "Della vostra ipocrita solidarietà non sappiamo che farcene!".

e allora, tanto per informazione, linko (linko? ma che cazzo di termini...) dal blog di barbara un filmato interessante. è un normale sermone del venerdì, tradotto in inglese (se non conoscete l'inglese, è inutile che ve lo guardate: il tizio, lo sceicco, è molto tranquillo. non urla, non agita i pugni, è pulito e accuratamente rasato. via!, senza capìre cosa dice non fa tanta impressione. ma ne dice, di cose, eh?. oh! se ne dice...).

nel frattempo, qui si aderisce alla manifestazione del 3 novembre alle ore 21 sotto l'ambasciata iraniana a Roma.
c'ho pensato un po': l'ha convocata il Foglio e col panzone teo-con ultimamente ho qualche problema.
ma anche i panzoni teo-con, ogni tanto, l'azzeccano. e, quando lo fanno, è giusto riconoscerglielo.

:)

PS: pare, e sottolineo pare (attendo conferme) che Agnoletto, Casarini, disobbedienti e no-global vari alla manifestazione non ci saranno. anzi: pare che si siano scaldati molto poco (meglio: per nulla) per le le dichiarazioni di Ahmadinejad.
ecco, volevo dire: cari compagni, poi non ci venite a raccontare la storia che contro l'Iran c'è un complotto di aggressione, eh? magari per i pozzi di petrolio.
per favore.

 

Appiccicato da: p3t3rpan alle 10:56 | permalink | commenti |
politica

giovedì, 27 ottobre 2005
fascisti rossi.



alla fine, l'assemblea pubblica di oggi, sul tema "Libera Chiesa in Libero Stato", non si è potuta tenere.
il Preside di Geologia aveva concesso l'uso dell'aula 1, ma i compagni, evidentemente, non erano d'accordo. e, ancor più evidentemente, i compagni contano più del Preside e ritengono che gli spazi dell'Università siano loro proprietà privata.

dunque, alle 16:30 l'aula era presidiata da una ventina di ragazzi (oddìo...ragazzi...c'era pure qualche quarantenne...) in divisa da settantasettìni. si è tentato di parlare, di confrontarsi, di ragionare.
niente: cervello, zero.
"Qui stamo a fa' 'na lotta (sic), la vostra riunione andatevela a fare da un'altra parte"

dopo una mezz'ora di tentativi si esce, tranquilli.
il Preside di Statistica (poche decine di metri accanto) dà la sua disponibilità. ci spostiamo.
e io, che il settantasette l'ho fatto a Scienze Politiche, ho notato un po' di movimento lungo la strada.
"Speriamo bene - ho pensato - mi sa che non finisce così."

e infatti, davanti all'ingresso di Statistica, le stesse facce di prima, che si erano spostate.
"La facoltà è occupata. Qui non entrate. Er tempo der dialogo è finito..."
ancora trattative, ancora tentativi.
poi l'aria si scalda, alzano la voce, qualcuno urla, un imbecille ci tira addosso un fumogeno.
e un altro imbecille (dalla nostra parte, stavolta) che il settantasette non l'ha fatto, evidentemente, e ancora cade nelle provocazioni, piglia il fumogeno e lo tira dentro l'atrio della facoltà.

apriti cielo!

un po' di tensione, slogan, urla, il compagno palestrato con il suo bel Manifesto in tasca e la voglia di menar le mani, le guardie in borghese che fanno finta di niente.
alla fine, esce il Preside di Statistica e ci prega di andar via...

l'assemlea salta.
per quanto li riguarda, un'occasione persa per dimostrare di non essere dei fascisti.
per quanto ci riguarda, un'occasione persa per parlare di temi interessanti.
per quanto mi riguarda, un salto nel passato. trent'anni, perdìo!, e non è cambiato niente.
che malinconìa.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 23:58 | permalink | commenti (2) |
politica

mercoledì, 26 ottobre 2005
un romanzo (?) criminale.



l'ho finito.
e dico subito che m'è piaciuto. se non fosse così, non mi sarei pappato in pochi giorni seicento e rotte pagine.
sarà che tutti ne parlano, sarà che vivo a Roma e i luoghi li conosco molto bene, sarà che quegli anni l'ho vissuti, sarà che la politica m'appassiona.
insomma, sarà quel che sarà: m'è piaciuto e l'ho letto con molto interesse.

ora, però, ho qualche difficoltà a dire cosa ne penso (da modesto lettore, naturalmente).

prima di tutto, è difficile. nel senso che è affollato.
intorno al nucleo principale (cinque, sei persone, direi) ruotano una miriade di personaggi che entrano, poi si perdono di vista, poi riappaiono.
troppi protagonisti, ecco.
l'uso dei soprannomi non aiuta (come dimenticare Ranocchia? ma il Nercio? chi era il Nercio? boh...me lo so' scordato...).
e non aiuta nemmeno il dare per scontati alcuni meccanismi di relazione che, per chi non fa parte di quel mondo, scontati non sono per nulla.

non è, in effetti, un romanzo.
l'unico romanzo che ho letto io è quello tra il Dandi e la sua donna, o, al limite, quello tra il Libanese e il Freddo.
insomma, giunto all'ultima pagina non ho pensato, come qualcuno, "già finito?".

ma non è nemmeno una fredda cronaca.

insomma: troppo romanzato e fantasioso per sembrare un saggio e troppo cronachistico per essere un romanzo.

e forse in questo essere indefinibile sta il suo bello.

quel che ne viene fuori, naturalmente, è l'immedesimazione con i personaggi. il fatto che, alla fine, uno si ritrovi (quasi) dalla parte di gente che ruba, spaccia, ammazza, violenta.
non condivido alcune critiche che ho letto e che, appunto, moralizzano sulla positività degli eroi negativi.
è un meccanismo piuttosto frequente.
certo, non lo adotterei come libro di testo per le scuole medie (e forse nemmeno per i licei), ma insomma...

quel che la lettura del libro non mi ha chiarito è il problema di cui si diceva qui.

l'autore, Giancarlo De Cataldo, scrive di tutto l'universo mondo: il rapimento Moro, la strage di Bologna, l'Italicus, l'attentato al Papa, i Servizi, l'omicidio Pecorelli, la Mafia, l'attentato a Roberto Rosone (Banco Ambrosiano), il Grande Vecchio che tutto dirige e tutti manipola dall'ombra, tutte le possibili (e in parte anche documentate) sovrapposizioni, complicità, collusioni tra politica, apparati dello Stato, magistratura e criminalità.

ma sul motivo per cui Renatino De Pedis fu (ed è ancora) sepolto come un Pontefice nella Basilica di Sant'Apollinare sorvola. come sorvola (anzi: tace) sul rapimento di Emanuela Orlandi (che pure fu un caso eclatante di quegli anni ed è rimasto irrisolto).
perchè?

quando ne scrissi, una persona molto cara mi disse: "leggi il libro e forse capirai".
e, infatti, mi ha regalato Romanzo criminale.
beh...il libro l'ho letto e m'è piaciuto: ma i miei dubbi, lungi dall'essere chiariti, ne escono rafforzati.

che dirvi?
leggetevelo e fatevi un'idea.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 15:56 | permalink | commenti |
politica, laicismo, attualità

martedì, 25 ottobre 2005
assemblea pubblica a Roma.




Giovedì 27 ottobre, alle ore 16:30, presso l'Università di Roma "La Sapienza", in piazza Aldo Moro, 1 - Aula Geologia 1, Dipartimento Scienze della Terra - [vicino a Scienze Politiche...ehh, quanti ricordi...], si terrà un’assemblea pubblica con Daniele Capezzone, Roberto Villetti, ed esponenti radicali e socialisti per discutere delle iniziative del nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale, radicale.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 00:24 | permalink | commenti |
politica

chi l'ha detto?




"Il congresso del partito socialista merita attenzione. Insistere sugli scontri, le grida, il lato pittoresco insomma, non credo aiuti a capìre e far capìre.
Nella nostra storia il PSI è stato una cosa seria e anche la fase craxiana - da noi contestata - merita qualche riflessione: Sigonella non è stata un capriccio di Bettino.
...
Ma sarebbe utile al Paese e al mondo del lavoro la rinascita di un nuovo PSI? Io credo di sì, sarebbe la prima rinascita di una volontà (non dico ancora di una forza) alternativa in questo nostro mondo globalizzato che ci inganna con lo scontro di civiltà e con l'individuazione del nostro principale nemico nell'Islam, come se fossimo tornati ai tempi di Lepanto.
...
Non è un paradosso, ma penso che la rinascita di un partito socialista sarebbe un tentativo di ritorno alla ragione, di uscire dalla politica politicante."

Daniele Capezzone?
Enrico Boselli?
Bobo Craxi?

no: Valentino Parlato, sul Manifesto.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 00:06 | permalink | commenti (2) |
politica

lunedì, 24 ottobre 2005
virus dei polli o polli da virus?




sere fa, a cena, parlavo con un medico e, naturalmente, il discorso è caduto sull'influenza aviaria.
a parte un interessante notizia sulla distribuzione gratuita (nel senso che la pagano i contribuenti) di 38 milioni (trentotto MILIONI) di dosi di vaccino antinfluenzale (su una popolazione di ca. 55 milioni di persone), mi dice:

"caro mio, ma tu lo sai che un virus si replica solo in un organismo vivo? e che un pollo morto, per definizione, non è più vivo? ma tu l'hai visto come vivono dove ci sono stati i morti? dormono praticamente seppelliti da polli vivi!"

in effetti, mi pareva di ricordarlo.
ma quella chiacchierata mi ha lasciato perplesso e, da quella sera, ho in mente di farne un post.
per un motivo o per l'altro, ho tardato. ma l'editoriale di stamattina del Riformista mi viene in aiuto.
cito:

"In quel libro [Michael Crichton, "Stato di Paura" ndr] si sostiene la vecchia tesi del complotto, però a parti rovesciate: che ci sia cioè un’industria della paura tenuta in piedi da politici in cerca di voti, da media in cerca di lettori, da avvocati in cerca di processi e da lobby ambientaliste in cerca di finanziamenti, che punta a tenere costantemente alto il livello di panico nella popolazione, anche quando l’emergenza di turno è nella norma di un pianeta che, di suo e da sempre, è un posto pericoloso. Un effetto serra qui, un terremoto lì, uno tsunami ieri, un’inondazione oggi, una bomba sporca domani; possono buttare giù un presidente degli Stati Uniti, o rimetterlo in sella. Ora è la volta dell’influenza aviaria.

...
La gente protesta: «Dov’è il vaccino, perché le case farmaceutiche non riescono a farlo, perché non liberalizzano i brevetti?». La banale verità è che il vaccino non c’è perché per farlo serve un virus che a oggi non c’è, non si trasferisce da uomo a uomo, non ha ancora trovato e forse non troverà mai la sua forma «umana». L’influenza si chiama aviaria proprio perché ha contagiato solo i volatili e 120 persone in tutto il globo che praticamente dormivano con i polli. Poiché la probabilità che nostro figlio incontri un pollo vivo è praticamente nulla, il panico è del tutto ingiustificato.
...

Però è vero che tre o quattro volte in un secolo un virus dell’influenza aviaria si modifica, e trova il modo di passare da uomo a uomo. Questo H5N1, poi, è particolarmente letale. Se si diffondesse con uno starnuto, come una banale influenza sa fare, sarebbero guai seri. La sua mortalità è del 50%: centoventi infettati, sessanta morti. La terribile «spagnola», che sterminò nel 1918 cinquanta milioni di persone, aveva una mortalità di appena il 2,5 per cento.
...

All’improvviso, sentiamo tutti il bisogno di scienziati, di ricercatori, di genetisti. Abbiamo appena smesso di insultarli come moderni Frankenstein, perché lavorano sul mistero della vita, o perché votano sì nei referendum, o perché fanno esperimenti sugli animali. E ora eccoci qui a reclamarli.

L’industria farmaceutica, fino a ieri pura nota statistica nei tagli della finanziaria, viene invocata a gran voce: dov’è la ricerca sui vaccini italiana? Non c’è più. Fino a qualche anno fa esistevano cinque aziende, quattro hanno chiuso, ne è rimasta una, la ex Sclavo, assorbita dalla multinazionale Cairon, e meno male che ha lasciato in piedi un centro di eccellenza a Siena, capace di impegnarsi a produrre 15 milioni di dosi di vaccino in tre mesi dall’apparizione eventuale del virus. Tre mesi, ma non sono troppi? No, ce ne vorrebbero dai quattro ai sei per coltivarlo, come si fa adesso, nelle uova di gallina; e se volete fare prima, due o tre settimane, bisogna lasciar lavorare in pace i Frankenstein della genetica.

All’improvviso si scopre che l’industria dei vaccini è in declino in tutto il mondo (le industrie dal ramo sono scese negli Usa da 37 a 10); perché il mercato mondiale dei vaccini è appena il 2% del mercato dei farmaci, e con una sola pillola di successo per l’ulcera si fanno più soldi.

La ricerca opera in un ambiente ostile, irto di cause di risarcimento per inevitabili errori e sperimentazioni, o di campagne infondate sui media, come quella che in Gran Bretagna spaventò a morte i genitori sui presunti effetti collaterali della trivalente, mai provati.

E infine la grande favola no global sui brevetti, simbolo di un capitalismo vorace che gioca con la vita pur di non perdere profitti. Senza sapere che sui vaccini non esistono brevetti, perché sono prodotti biologici: quando l’Oms isola il virus, lo dà a tutti, ma solo le industrie che hanno investito in know how e ricerca riescono a produrlo in grandi dosi.

Il problema dello Stato di Paura è che abbiamo paura anche della cura delle nostre paure: la ricerca. E invece dovremmo finanziarla e aiutarla. Perché magari stavolta la facciamo franca, ma prima o poi un’influenza mortale arriverà, e dipenderà solo da noi se ci tratterà come uomini del 1918 sterminandoci, o come uomini del XXI secolo capaci di sterminarla."


quasi quasi, di questo articolo ne faccio una circolare.
la mando al Card. Ruini, al Prof. Buttiglione, al Dr. Ferrara, al Movimento per la Vita, alla Spett. Redazione dell' Avvenire e magari pure all' On. Pecoraro Scanio e al Dr. Agnoletto.
se fossi certo che capìssero, lo farei.
ma mi sa che è tempo perso.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 16:18 | permalink | commenti (3) |
politica, rassegna stampa

venerdì, 21 ottobre 2005
occasioni perse.




credo di essere l'unico (o quasi) ad essersi perso la prima puntata di Rockpolitick (Celentano, Santoro & Co.).
lo confesso: ero stanco e sono andato a dormire.
ma, da quel che leggo, ho impiegato bene il mio tempo: meglio così.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 14:19 | permalink | commenti (2) |
attualità

mercoledì, 19 ottobre 2005
cronache marziane.




prima di tutto, il Gatti.
ve lo ricordate il Gatti, vero? è quello scienziato che ha inventato il delitto perfetto. lui continua a proclamarsi innocente, ma un pentito (cella adiacente, ritenuto affidabile) l'ha sentito urlare "ho fatto tutto da solo! le teste l'ho bruciate, è inutile cercarle!" e altre amenità.
quest'uomo non cesserà mai di stupirmi.

poi, c'è il caso di Roberta.
l'hanno ammazzata a Partinico, in casa, con un oggetto contundente. nessun testimone, nessuna effrazione, la vittima (forse) conosceva l'aggressore.
la sorella, intervistata al TG5, appare comprensibilmente provata. disperata, direi. "non ho sentito niente, solo quando sono entrata ho visto...ho visto..."
ma c'è un ma: per quanto si sforzi, proprio non riesce a piangere: le lacrime non gli escono.
e c'è un altro ma: le due sorelle abitavano appartamenti contigui, collegati da una scala interna.
mi pare una situazione quantomeno complessa.

infine, il disagio di Federico.
un quindicenne, con gravi problemi (i genitori avevano deciso da mesi di farlo ricoverare in clinica). prende una cal. 22 in casa, spara a padre e madre. li ammazza. poi, esce sul cornicione e minaccia di buttarsi. dopo due ore, lo convincono a scendere e lo catturano.
la prima cosa che ho pensato è stata: ma tu, c'hai un figlio con problemi psichici e tieni un'arma in casa?
peggio: il padre di Federico teneva in casa sette pistole (SETTE), regolarmente denunciate e tutte cariche (TUTTE CARICHE).
sono sconcertato.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 14:00 | permalink | commenti |
attualità

martedì, 18 ottobre 2005
ce l'ho!




finalmente, ce l'ho anch'io.
e stasera lo comincio.
sono questi, i piccoli piaceri della vita.

:)

PS: sono contento come un bambino!

Appiccicato da: p3t3rpan alle 23:35 | permalink | commenti |
varie & eventuali