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ve la ricordate Freedom House?
massì, scommetto che ve la ricordate. per una settimana non s'è parlato d'altro (perchè ne aveva parlato Celentano).
eccola, Freedom House. sbarca in Italia:
Emma Bonino
Marco Pannella
Partito Radicale Transnazionale
Non c'è pace senza giustizia
INVITANO CORDIALMENTE
ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO DI FREEDOM HOUSE
"COME SI CONQUISTA LA LIBERTA':
DALLA RESISTENZA CIVICA ALLA DEMOCRAZIA"
DI ADRIAN KARATNYCKY E PETER ACKERMAN
DALLE ORE 9 ALLE 10.45
VENERDI' 2 DICEMBRE
SALONE DEL PARTITO RADICALE
VIA DI TORRE ARGENTINA 76, ROMA, 3°PIANO
PRESENTANO IL RAPPORTO
- PETER ACKERMAN, CHAIRMAN DI FREEDOM HOUSE, COAUTORE DEL RAPPORTO
- ADRIAN KARATNYCKY, FREEDOM HOUSE, COAUTORE DEL RAPPORTO
INTERVENGONO
- EMMA BONINO, PARLAMENTARE EUROPEO RADICALE
- MARCO PANNELLA, PARLAMENTARE EUROPEO RADICALE
MODERA
- MATTEO MECACCI, RAPPRESENTANTE ALL'ONU DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE
SEGUIRA' UNA SESSIONE DI DOMANDE E RISPOSTE CON I RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI, DELLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE, PARLAMENTARI E GIORNALISTI PRESENTI
SARA' DISPONIBILE LA TRADUZIONE SIMULTANEA IN ITALIANO E INGLESE

Come evitare i rischi di programmismo
Cinque impegni per i cento giorni
di
Francesco Giavazzi
Nella campagna elettorale del 2001 Silvio Berlusconi assunse molti impegni con gli elettori: meno tasse, strade, ponti, posti di lavoro e così via. Tutti li ricordiamo e prima di andare a votare ognuno di noi deciderà se e in che misura il suo governo ha mantenuto quelle promesse. Come hanno osservato sul Corriere Angelo Panebianco e Dario Di Vico, chiedere che chi mira a governare assuma qualche impegno preciso è importante per varie ragioni. I programmi elettorali pochi li leggono, e nessuno li ricorda: impegni puntuali rendono invece più facile agli elettori valutare coloro per i quali hanno votato. Ma legarsi le mani con qualche impegno preciso conviene anche a chi governerà perché lo rafforza nei confronti delle mille lobby che cercheranno di bloccare la sua azione.
Comincerò quindi ponendo cinque questioni specifiche: l'azione di un governo non potrà certo limitarsi a questi pochi punti, ma è un modo per cominciare.
1) Per migliorare la qualità delle nostre università, l'unico modo è metterle in concorrenza l'una con l'altra. Chi mette in cattedra delle «capre» solo perché amici del preside o del rettore deve sapere che rischia di restare senza studenti. Ma per arrivarci bisogna abolire il valore legale della laurea, come in Gran Bretagna, dove le università sono le migliori d'Europa. Il ministro Moratti si è sempre opposto. Chi ha il coraggio di impegnarsi a farlo?
2) Per introdurre un po' di concorrenza nelle professioni è necessario eliminare gli albi. Chi ha il coraggio di cominciare cancellando uno dei più inutili ma anche dei più difficili, l'albo dei giornalisti?
3) La concorrenza dipende dalle leggi, ma anche dalla qualità e dall'indipendenza delle persone nominate a presiedere le autorità, dall'Antitrust alla Banca d'Italia. Un anno fa l'Antitrust multò Telecom Italia per abuso di posizione dominante. Quella multa fu prontamente annullata dal Tribunale amministrativo del Lazio con una sentenza che entrò nel merito della sanzione anziché limitarsi a verificarne la correttezza formale come la legge vorrebbe. Trascorse qualche settimana e il presidente di quel Tribunale fu nominato a presiedere l'Autorità per le Comunicazioni. Romano Prodi ha illustrato un progetto coerente e condivisibile di riforma delle Autorità le quali, egli osserva correttamente, sono cadute preda dei grandi monopoli. Ma i tempi per realizzare quel progetto saranno lunghi. S'impegna intanto a iscrivere all'ordine del giorno del suo primo consiglio dei ministri un decreto di cinque righe che disponga la decadenza immediata dell'attuale Governatore della Banca d'Italia? A Berlusconi è ormai inutile chiederlo.
4) L'impegno a privatizzare è in tutti i programmi. Ma in questa legislatura, anziché privatizzare, si è ricostruita l'Iri, chiamando «privatizzazioni» il trasferimento delle azioni di Eni ed Enel dallo Stato alla Cassa Depositi e Prestiti, che è di proprietà dello Stato. Chi si impegna a disporre, nel primo consiglio dei ministri, lo scioglimento della Cassa, prevedendo che le azioni che essa possiede siano collocate in Borsa? Insisto sulle privatizzazioni perché chiunque vincerà le elezioni dovrà affrontare un'emergenza conti pubblici, sia per effetto dei più alti tassi di interesse, sia perché è probabile che già nel giugno prossimo la Commissione europea ci sanzioni per aver violato anche le regole del nuovo Patto di Stabilità.
Anni fa lo Stato regalò alla Puglia l'Acquedotto pugliese, il più grande d'Europa, chiedendo solo l'impegno a privatizzarlo. Né il governatore di centrodestra, Raffaele Fitto, né il suo successore di centrosinistra, Nichi Vendola, hanno venduto una sola azione, ma lo Stato, nonostante l'evidente violazione del contratto, fa finta di nulla. Chi si impegna a decurtare dai denari che lo Stato trasferisce alla Regione, non tutto insieme, basta un po' per anno, il valore dell'Acquedotto?
5) Per osservare un mercato del lavoro che funziona bene, dove i giovani trovano lavori veri, non il precariato, e c'è poca disoccupazione, non è necessario andare Oltreoceano e copiare l'«odioso liberismo americano». Basta studiare la Danimarca, il Paese che protegge chi perde il lavoro più di ogni altro al mondo, e ciononostante ha pochi disoccupati, dimostrazione che un mercato del lavoro efficiente non richiede necessariamente di essere brutali con chi non trova lavoro. La Danimarca c'è arrivata eliminando qualunque ostacolo ai licenziamenti, soprattutto togliendo di mezzo i giudici e il diritto di chi è licenziato ad appellarsi ad un tribunale. E così le imprese danesi, sapendo che sbagliare un'assunzione non è un dramma, assumono. Certo la Danimarca non è il paradiso: capita anche che qualche imprenditore cattivo licenzi un dipendente solo perché è iscritto al sindacato. Ma neppure questo è un dramma perché i sussidi di disoccupazione sono generosi e durano tre anni. Però si perdono immediatamente se l'Agenzia del lavoro trova un posto adeguato ed il disoccupato lo rifiuta. Chi si impegna ad adottare il modello danese?
26 novembre 2005
www.corriere.it
Daniele Capezzone ha risposto:
"Mi schiero per la "linea Giavazzi". Sarebbe utile che candidati, partiti e schieramenti dicessero cinque chiari "sì" o cinque chiari "no"...
Sarebbe un modo di fare chiarezza, e di far sapere agli elettori cosa candidati, partiti e schieramenti abbiano davvero intenzione di fare (o di non fare) su cinque nodi che andranno sciolti. A meno di non volere, tra qualche mese, un altro catastrofico (e giustamente catastrofico) "survey" dell'Economist... "
qualcun'altro?






come al solito, a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca.
mesi fa, durante la campagna referendaria sulla fecondazone assistita, molti di noi avvisavano i Cittadini che quello sarebbe stato solo il primo passo, al quale altri ne sarebbero seguiti.
in primis l'attacco alla l. 194. ma, più in generale, un'offensiva dello Stato della Città del Vaticano (ché la Chiesa, intesa come Comunità di Fedeli, è un'altra cosa) vòlta ad ingerirsi sempre più massicciamente nelle competenze della Repubblica Italiana.
approfittando, ça va sans dire, di un colpevole ritrarsi della Politica dai suoi specifici spazi, come in un gioco di vasi comunicanti.
dai cattolicisti ci si rispondeva che no!, che il nostro era un artificio strumentale per distrarre i bravi Cittadini dal tema in discussione, che volevamo alzare steccati ottocenteschi ormai obsoleti, che gli Italiani erano ormai maturati e sanno benissimo che la Chiesa si occupa solo delle sue questioni.
e anche dalle nostre parti, più d'uno arricciava il nobile nasino: ragazzi, basta con questo anticlericalismo di maniera, non è più tempo! rischiamo l'autogol!
molti dei Cittadini, probabilmente, credettero e ai cattolicisti e agli arricciatori.
ora, purtroppo, tutti costoro son serviti.
e per molti di noi è sfortunatamente troppo facile, ex post, dire a costoro, come fa 'o Professore, che, se si facessero vivi ora, gli sputeremmo volentieri in faccia.
il processo è in pieno e trionfale divenire.
la Politica continua ad arretrare (vedasi financo il sub-comandante Fausto, il cui anelito revisionista inizia ad assomigliare piuttosto ad una valanga, che tutto travolge senza più alcuna logica. e ben se ne avvede perfino Sansonetti, il direttore di Liberazione, il che è tutto dire!). unica eccezione, quell'accòlita di biechi laicisti e ottocenteschi anticlericali che ha preso il nome di Rosa nel Pugno: un pugno di giapponesi, diremmo, che ancora vivono nella giungla giavanese: soli ed affamati, ed ignari del fatto che, intorno a loro, il mondo è cambiato, non è più il mondo che conoscevano.
intanto, il Presidente del Consiglio della SCV continua ad avanzare, sparando a palle incatenate un po' su tutto. essendo l'etica quella disciplina che si occupa delle regole morali del comportamento dell'uomo, ne consegue che Egli si debba occupare di ogni bendiddìo.
e su tutto esprimersi, consigliare, far pressioni.
dunque la bioetica, certo! e come negargli il diritto?, ma anche l'applicazione della l. 194 (con l'introduzione, nei consultori, di volontari pro-life. che, come dimostra in modo mirabile ancora o' Professore, sono, non solo di fatto ma anche di diritto, Sua diretta emanazione), la legge finanziaria e la riforma costituzionale cosiddetta della devolution.
se la questione non fosse molto seria, celiando potremmo dire di aspettarci ulteriori interventi sulle licenze dell'autotrasporto (si possono concedere ai divorziati?), o sui Piani Regolatori dei Comuni, o, chessò, sulle planimetrie dei cessi pubblici per gli altrimenti abili.
in fondo, anche un cesso va costruito con una buona dose di moralità. cribbio!
l'OPA ostile sulla società italiana è aperta, è la strategìa di fondo.
ma anche le tattiche sorprendono per efficacia.
nel caso della l. 194 si sta applicando il ben noto espediente del poliziotto buono e di quello cattivo, mutuato da infiniti noir.
e così, mentre il Presidente del Consiglio della SCV (il cattivo) porta i suoi cazzotti, il cattolicista Casinista (il buono) ci spiega che la 194 no! non si tocca. rimane il dubbio di chi sia in buona fede.
di solito, nei noir, i due poliziotti perseguono uno stesso, comune, obiettivo.
legittimo, quindi, pensare che anche i nostri due siano legati da una liaison dangeurese.
dritta dritta dalle tecniche di Hamas viene invece quella utilizzata nel famoso caso delle pallottole di carta.
i terroristi, ormai, usano per i loro bòtti persone non precisamente combattenti: donne e, più di rado, ragazzi. di tal ché, nel caso una donna o un ragazzo vengano uccisi dalle forze di sicurezza, è molto facile strillare che esse (ignobili) forze, usano ammazzare donne e ragazzi.
vai a spiegare che quella povera donna c'aveva addosso una mezza chilata di tritolo misto a chiodi e pezzi di vetro!.
il saldo attivo mediatico è assicurato.
nel caso di specie, si interviene pesantemente su ogni argomento pertinente ad uno Stato estero e, quando qualcuno lo fa notare, si invoca la libertà di parola e, al lupo! al lupo!, ci si lamenta di tappamenti di bocche.
altra tattica, quella di scuola vietcong: attirare il nemico nella palude e, quando è bello immobilizzato, distruggerlo.
già utilizzata (ahimé, con successo) durante il referendum sulla l. 40: all'epoca, ci cascammo come ingenui pollastri.
fecero confusione, parlarono di tutto e di niente, ci attirarono nelle sabbie mobili della filosofia e delle terminologìe, dello spaccamento, in quindici, del classico capello.
e noi, lì a spiegare, a puntualizzare, a filosofare sui termini, sui dettagli, sulle congiunzioni.
coglioni, fummo.
in buona fede, ammantati di correttezza. purtuttavìa coglioni.
il Popolo Sovrano perse la bussola. non capì, non aveva tempo, né voglia, per approfondire. ebbe l'impressione che quei temi fossero troppo complessi per farli dirimere alla gente comune.
e se ne stette a casa.
analogo procedimento, oggi, sulla questione dei volontari pro-life da inserire nei consultori, sui privilegi (anche economici) concessi alla SCV, sulla revisione del Concordato.
motivazioni filosofiche, storiche, commi, sottocommi, pippe mentali di ogni genere.
andiamo al sodo, e non facciamoci intortare ancora una volta.
diciamo le cose come stanno, semplicemente, e rendiamoci comprensibili al buon senso dei Cittadini.
le questioni sono semplici:
- l'introduzione di volontari pro-life, come si diceva sopra, è semplicemente improponibile da un punto di vista legale e di buon senso. se, domani, i Testimoni di Geova (che, notoriamente si oppongono alle trasfusioni di sangue) chiedessero di essere presenti nei centri AVIS, cosa potremmo rispondere?
- l'otto per mille è, tecnicamente, una truffa. basta spiegarne con chiarezza il meccanismo.
- il fatto che lo Stato debba pagare (tecnicamente, quindi, come suoi dipendenti) delle persone che vengono nominate da uno Stato estero (parlo degli insegnanti di Religione), grida vendetta di fronte al buon senso di chiunque. fosse pure un piccolo artigiano. quale imprenditore consentirebbe a pagare lo stipendio ad un dipendente assunto (o licenziato) da altri?
- il Concordato è, appunto, un accordo. che, per definizione, comporta oneri e vantaggi per chi lo sottoscrive. i commi e i commetti non interessano: politicamente, l'accordo che sottende al Concordato è che la religione prevalente dello Stato gode di alcuni privilegi, a patto che rispetti il principio di non ingerenza negli affari interni del nostro Paese. violato questo impegno, si dichiari decaduto il Concordato. la Chiesa dica e faccia ciò che vuole, quanto vuole, ma lo Stato prenda atto di questo e tratti la SCV come qualsiasi altro Stato estero.
cose semplici, di buon senso.
ma, a parte i giapponesi radicalsocialisti, c'è qualcun'altro disposto ad impegnarsi, seriamente, su questo?


Internet, Cappato e Perduca denunciano oscuramento di RadicalParty.org
Roma - New York, 15 novembre 2005
• Dichiarazione di Marco Cappato e Marco Perduca delegati radicali al Summit Mondiale della Società dell'Informazione:
"Alla vigilia del Summit di Tunisi apprendiamo dagli amici californiani di IPJustice.org appena sbarcati in Tunisia, e
coi quali abbiamo in programma un incontro parallelo il 17 novembre su "e-democracy in a peer to peer world", che il sito RadicalParty.org e' inaccessibile dai computer tunisini.
Ci appelliamo al governo italiano, che per anni ha sostenuto le lotte del Partito Radicale in seno alle Nazioni unite, affinché questa inammissibile censura del sito radicale, che segue di Amisnet.org e Lettera22.it cessi immediatamente, ne va della credibilità del Summit e
dell'impegno a favore della società dell'informazione del Governo Berlusconi, chiediamo anche alla delegazione italiana di vigilare affinché la nostra tavola rotonda non subisca la stessa sorte."
Nelle prossime ore il Partito Radicale lancerà una mobilitazione in sostegno a 8 militanti tunisini in digiuno da tre settimane. Per ulteriori informazioni www.radicalparty.org.
da www.radicali.it