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martedì, 31 gennaio 2006
roma è così.



è il suo bello.
fino a ieri, ghiaccio e lupi siberiani.
oggi, primavera.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 14:38 | permalink | commenti |

domenica, 29 gennaio 2006
grande Emma!



Convocata da Vespa ma non ci andrò

• da La Repubblica del 29 gennaio 2006, pag. 1

di Emma Bonino

Caro Vespa,

ho ricevuto con una certa emozione e sorpresa la convocazione da parte della terza Camera (Porta a Porta, come è stata definita) per la seduta di lunedì, con all’ordine del giorno “prima enciclica del Sommo Pontefice Benedetto XVI.”

Emozione perché proprio il 20 gennaio scorso ricorreva l’anniversario della mia ultima convocazione – un anno fa - così come il giorno 17 gennaio 2006 è ricorso l’anniversario dell’ultima seduta a cui è stato convocato Daniele Capezzone, mentre il 13 giugno 2006 ricorrerà l’anniversario dell’ultima convocazione di Marco Pannella. Sorpresa perché da tutte le mie ricerche non risulta alcun altro Paese laico, ancorché a maggioranza cattolica, che dedichi una seduta della terza Camera a questo argomento.

Nel frattempo, decine di altri esponenti politici sono stati convocati alla terza Camera. Limitandomi a qualche esempio, dal 1997 al 2006 la trasmissione ha avuto in studio 63 volte Fausto Bertinotti, 62 volte Berlusconi, 50 volte Pecoraro Scanio, 48 volte Mastella, 48 volte La Russa, 45 volte Gasparri, 35 volte Buttiglione, 27 volte Giovanardi, 7 volte soltanto Marco Pannella..

Ella ci ripete che le nostre rarissime convocazioni dipenderebbero dalla consistenza della nostra rappresentanza parlamentare (anche se i numeri che ho riportato prima lascerebbero pensare che neppure questo criterio sia stato seguito): io mi limito soltanto a segnalarle a questo proposito alcune frasi tratte da una agenzia Ansa del 24 gennaio scorso, riportanti le parole di Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, pronunciate nella medesima giornata: "Problema essenziale, secondo Calabro', e' garantire che il riequilibrio avvenga ''in un arco temporale ristretto, in particolare per le trasmissioni di grande rilievo: se hanno dato risalto a determinati esponenti politici, devono dare pari rilievo ad esponenti di diversa tendenza in tempi ravvicinati (…): penso a 'Porta a Porta', 'Matrix' o 'Otto e mezzo', per esempio, che gia' la legge considera alla pari dei programmi di comunicazione politica".

Ancora ieri il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha richiamato la necessità per la Rai di garantire la parità di accesso a tutte le forze politiche. Tutto questo si verifica proprio mentre si assiste ad una presenza televisiva del Presidente del Consiglio, anche sulle reti Rai , televisive e radiofoniche, al di fuori di ogni regola vigente, senza precedenti.

Oltre al fatto che domani mi è fisicamente impossibile essere presente nei vostri studi (capita che non sia proprio disoccupata) , tenevo a farle presente queste motivazioni che hanno una logica conseguenza: fino a quando l'auspicio del Presidente della Repubblica non troverà attuazione nel suo salotto "privato ma paraistituzionale" - compresa riparazione adeguata del pregresso, rispetto di me e della forza politica cui appartengo – non accetterò briciole ed elemosine in un gioco truccato sperando che altri vogliano fare lo stesso.
 

P.S.: Proprio mentre Marco Pannella stava entrando nella sua 116° ore di sciopero totale della sete, è arrivata anche a lui una tassativa richiesta di garantire con certezza assoluta la propria presenza alla seduta della terza Camera, pena l’assegnazione ad altri dello spazio assegnatoci; Pannella evidentemente si trova nella impossibilità di garantire alcunché per la giornata di domani, a meno che non prevediate la possibilità (di cui mi auguro che non ci sia alcuna necessità) di collegamenti ospedalieri.

Appiccicato da: p3t3rpan alle 22:15 | permalink | commenti |
politica, rassegna stampa

sì, tappare...




a casa di Fulvia (che è diventata, insieme a , la mia blogstar di riferimento, nonostante tacci, o taccia - ché il De Mauro non chiarisce al riguardo - di fuffa buonista la Giornata della Memoria, evvabbeh...) trovo 'sto sito:
songtapper.

a che serve?
a niente, in pratica.

tu batti sulla space bar il ritmo di un motivetto che ti gira p'a' capa, e lui ti dice di che motivetto si tratta.
ma il database dev'essere ancora limitato se è vero, come è vero, che io ho tappato "On the turning away" dei Pink Floyd e lui mi riporta a "Piano Man" di Billy Joel o "That's amore" di Dean Martin.
o forse, io non mi ricordo bene come fa  "On the turning away".

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 16:18 | permalink | commenti (3) |
internet

girellando per Feltrinelli.



l'altra sera, in netto anticipo su un appuntamento, me ne girellavo per la libreria Feltrinelli di Torre Argentina.
una Disneyland, una Gardaland, un Paese dei Balocchi, diciamocelo, per chi ama la lettura, i libri o, semplicemente, il leggere e lo scrivere. ed ecco che, su uno scaffale, ti incontro David Sedaris.
in rete ne avevo letto come di un tizio che andava assolutamente letto, un umorista irresistibile.
e siccome sto in un periodo in cui farmi quattro risate di cuore non è che non mi torni utile, l'ho preso in mano.
valutato il prezzo (e lo sconto, ché Feltrinelli, non si sa come, anzi si sa e qualcuno potrebbe spiegarcelo con dovizia di particolari, fa una politica di sconti sempre, dovunque, quantunque e comunque) e lette la seconda e la terza di copertina, ho deciso per l'investimento.

sulla copertina si legge:

"Sedaris è un genio comico"
The Sunday Times

"L'umorista migliore d'America"
Time

sulla terza:
"Attualmente è considerato il più grande umorista d'America"

l'ho attaccato con foga, con passione, con speranza e trepidazione. "Ho proprio bisogno - pensavo - di farmi quattro risate di gusto".
beh, insomma, sono arrivato a pagina 60, ma non è che mi sia tanto divertito.
per ora.
ancora una volta, far da sé non fa per tre. avrei fatto meglio a chieder lumi alla mia consulente editoriale preferita (nonché donna più bella del mondo).
son quasi certo che mi avrebbe detto, con la consueta franchezza: "Lascia perdere: è una cagata".
e mi sarei pure risparmiato 10 €.
spero nelle prossime 170 pagine...

:)

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l'alternativa del Diavolo.




così, da Forsyth in poi (almeno per me), si indica una situazione in cui qualunque scelta sarà una cattiva scelta:

"Non è possibile. - disse, quando ebbe terminato - Non ho alcuna possibilità di scelta. O piuttosto , qualsiasi scelta faccia, degli uomini moriranno."

è, appunto, la situazione in cui si trova il processo democratico in determinati contesti.
in Palestina, ad esempio, con la vittoria di Hamas alle elezioni parlamentari. come, anni fa, in Algeria con la vittoria del FIS.

si fanno elezioni democratiche e queste vengono vinte da chi, della democrazìa, nella migliore delle ipotesi, vorrebbe far strame. da chi la considera solo un modo per impadronirsi del potere per poi utilizzarlo a suo uso e consumo.
ed ecco che, ovviamente, chi non crede fino in fondo che il processo di democratizzazione sia la soluzione, chi pensa cioè che la democrazìa sia un processo magico e quasi taumaturgico per il quale c'è democrazìa solo quando vincono quelli che ci stanno simpatici, alza la voce. digrigna i denti e fa la faccia feroce.

da queste parti si pensa, invece, che il processo democratico non sia un'alga di Vanna Marchi, o la pozione di Asterix, o un trucco di Giucas Casella, che basta evocarla e voilà!, il gioco è fatto.

si pensa, appunto, ad un processo, un cammino, un sentiero a volte stretto ed accidentato, un divenire storico non privo di ostacoli, curve a gomito e scarpate.
ma che sia davvero la soluzione.
e che quindi vada sempre e comunque perseguita, con pazienza, ragionevolezza e sangue freddo (come spiega bene JimMomo).

ecco perchè trovo assolutamente condivisibile la prima reazione di Marco Pannella alla vittoria di Hamas:

- riconoscimento immediato del nuovo Governo Palestinese.
- apertura immediata delle trattative per l'entrata di Israele nell' Unione Europea.

fortunatamente, non è solo, Pannella.
ne scrivono anche, sul Riformista di ieri, Biagio de Giovanni e Oscar Giannino.

"Credo che sia giusto riconoscere, al primo segnale, il governo che nascerà in Palestina dopo la vittoria di Hamas. (...) Non c'è altro percorso, in Medio Oriente, dove l'avvio di esperimenti democratici non ha presupposti costituzionali, né valori universali condivisi, ma tutto si concentra nella novità del voto, su cui, peraltro, si stanno costruendo il nuovo Afghanistan e il nuovo Iraq. Questa è la vera sfida in corso, e la Palestina non solo non può fare eccezione, ma è destinata a diventare il nucleo rovente di tutto l'insieme."
- de Giovanni

"Per l'Occidente, la via migliore non è certo quella di mostrare il viso dell'arme attraverso un profluvio di dichiarazioni a labbra serrate, rivolte ad Hamas e a Teheran. (...) Aprire immediatamente le porte della NATO ad Israele...(...) Semplicemente estendendo il confine della sicurezza occidentale in tutto e per tutto a quello di Israele, che soddisfa pienamente i requisiti di adesione all'Alleanza Atlantica per essere una democrazìa, a libero mercato e pienamente in grado di contribuire efficacemente alla difesa comune anche dei suoi nuovi alleati..."
- Giannino

parole sagge, equilibrate, razionali.
saprà, l' UE, riflettere su questo e utilizzare i mezzi a sua disposizione, diplomatici ed economici,  per accompagnare questo processo?
saranno capaci, gli USA, di un colpo d'ala che li porti ad abbandonare la concezione di democrazìa di cui si diceva prima: un po' limitata e un po', francamente, miope?

o vincerà, ancora una volta, il terrorismo?
che ha come scopo, come tutti sanno, quello di farci paura e di costringerci in difesa?

:)

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politica

venerdì, 27 gennaio 2006
mai più.

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politica

martedì, 24 gennaio 2006
ci mancava pure Panebianco...



rieccoci alle polemiche astruse, ai polveroni lessicali, alla demagogìa da tre palle un soldo, alla lingua italiana reinventata per spazzare il mare.
dopo la nota, e altrettanto infondata, querelle su laicità e laicismo, ecco farsi largo il Prof. Panebianco dalle colonne del Corriere della Sera di domenica 22 gennaio (prima pagina, ohibò!).
il quale, con meritoria fatica, si dedica ai radicali e alla RNP, apprezzando il passato e consigliando per il futuro, denigrando il presente:

“Recuperando dal proprio repertorio storico, come Pannella ha fatto, l’anticlericalismo più intransigente e scegliendo una linea «zapaterista» si possono prendere voti ma ci si condanna, rispetto a eventuali processi di aggregazione a sinistra, alla marginalità.  Se non altro, perché si antagonizzano i cattolici”

'sta storia del laicismo e dell'anticlericalismo comincia a diventare stucchevole. ed appare anche capziosetta, se artefatta da chi dovrebbe conoscere, come un Professore (o quantomeno come chi scrive articoli di fondo per il primo quotidiano italiano), la lingua nazionale.
e infatti, un altro Professore risponde al Panebianco con parole semplici ed efficaci, come sempre:

"Caro direttore, fa piacere constatare che il professor Angelo Panebianco legga la posta del Riformista, bravo, very trendy! Ne approfitterei, allora, per riportare la definizione di "clericalismo" da un dizionario della lingua italiana: "Tendenza ad appoggiare la partecipazione concreta del clero e del laicato cattolico al governo dello stato, sostenendo l'applicazione delle direttive della Chiesa nella vita pubblica". Se questo è il "clericalismo", cribbio, dov'è il crimine, la follia, la scostumatezza, l'inopportunità, la meschinità del dirsi "anticlericali"? Più ancora: se con l'anticlericalismo "ci si condanna alla marginalità", "sostenendo l'applicazione delle direttive della Chiesa nella vita pubblica" che tipo di centralità si guadagna? E' il tipo di centralità che guida Via Solferino? Grazie, diverse volte
Luigi Castaldi"

(lettera al Riformista)



di mio aggiungo: ma anche sullo zapaterismo, qual'è il problema?
cos'è? una malattìa venerea?

:)


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politica, laicismo

lunedì, 23 gennaio 2006
tipi sinistri: il dietrologo.




Questa settimana il tipo sinistro tratteggiato da Giuliano da Empoli è il dietrologo. In lizza per le primarie ci sono Giulietto Chiesa, Noam Chomsky, Antonio Di Pietro, Paolo Flores D’Arcais. Per comunicare la vostra preferenza, scrivete a redazione@ilriformista.it, o collegatevi al sito www.ilriformista.it.

Il dietrologo è come il Rolex Daytona, fa bella figura nei salotti.
di Giuliano da Empoli.

In Massa e potere, Elias Canetti si sofferma sui costumi degli Jivaros, una tribù sudamericana convinta che ogni morte sia dovuta alle oscure trame di qualcuno, nascosto nell’ombra. Una tribù, di conseguenza, scossa in permanenza da terribili sospetti e da atroci vendette.Allo stesso modo,quando viene annunciata a Metternich la morte dell’ambasciatore russo, quello si interroga a voce alta: «Quali saranno state le sue motivazioni?».

La vede così, il dietrologo. A lui non la si fa. Per quanto possa apparire semplice, un fatto nasconde sempre una cosmogonia di burattinai e di grandi vecchi che tirano le fila del grande gioco. Sue sono la felicità della coerenza assoluta e le piccole gioie minuziose della verifica. Poco importa che tutto sia sbagliato, se ogni dettaglio conferma la fondatezza del quadro generale. Se il complottismo è tutt’altro che un monopolio della sinistra, bisogna ammettere che è stata lei ad elevare questa pratica al rango di una forma d’arte.

«Con rare eccezioni - ha scritto Daniel Pipes - i teorici dei complotti di destra sono skinhead, neonazisti e altri balordi che esprimono idee perverse sugli ebrei e strampalate sulle società segrete».Al contrario, i dietrologi di sinistra vantano «credenziali culturali impeccabili»: negli Stati Uniti sono gente come Noam Chomsky, forse il più grande linguista vivente o il compianto Allen Ginsberg.

Ha sempre una giustificazione a portata di mano per scaricare su altri la responsabilità delle proprie sconfitte, il dietrologo. La sinistra non vince? Non è colpa della debolezza dei suoi leader e delle sue proposte, bensì di complotti orditi nell’ombra dai personaggi preferiti dai dietrologi di tutto il mondo:americani, servizi segreti, massonerie...C’è sempre qualcuno a cui dare la colpa. Il burattinaio che agisce nell’ombra, colui al quale prodest tutto quanto accade.

Dall’11 settembre, ha il vento in poppa, il dietrologo. Scrive libri, pontifica in televisione: sguazza nell’angoscia generica del presente con il privilegio di chi, in tempi di incertezza, si fa portatore di verità incontestabili. E come lo contesti, il dietrologo? Ti fa sempre fare la figura dell’ingenuo, barricato dietro il sorriso saputo di chi conosce verità più profonde e segrete.

E' uno status-symbol, la dietrologia: l’equivalente intellettuale di un Rolex Daytona.Si fa sempre bella figura, nei salotti, con una teoria ben congegnata che testimonia di un’appartenenza all’élite di quelli che sanno come va il mondo.
In fondo è l’ultimo dei razionalisti, il dietrologo, aggrappato all’idea che tutto possa essere inquadrato in un grande disegno perfettamente dotato di senso.Togliergli le sue illusioni sarebbe una crudeltà. Lo costringerebbe a guardare in faccia la fondamentale assurdità di tutte le umane cose, come il personaggio tragico di Steiner che chiede spiegazioni e al quale, per tutta risposta, giunge solo il sordo muggito del mare.



per singolare coincidenza,  proprio oggi, a casa di Fulvia, si parla di un possibile complotto teso a coartare le nostre menti tramite..........l' i-Pod.
simpaticamente sconcertante, dico io.

:)

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politica, rassegna stampa, ossignùr

martedì, 17 gennaio 2006
tag controversi.



alla Donna Più Bella Del Mondo (che ho l'immeritato privilegio di conoscere) rubo questo Anonimo.
che ella tagga (o tagghizza?!?) con Buonismo gratuito.
mi spiace, ma non sono d'accordo. sarà buonismo, forse sarà anche gratuito, ma le due parole insieme danno l'idea dell'inutilità, della vacuità.
così non è per me. mi sembra, invece, una Regola per il buon vivere.
e credo anche che se, oltre che scriverla e/o leggerla, riuscissimo anche a farla nostra, avremmo fatto dei decenti passi avanti verso una vita migliore, più serena.


E CRESCENDO IMPARI.......
(Anonimo)

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle
grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte
il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che
l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che
esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da
vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di
felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un
libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina,
la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto
o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti
possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e
che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera
i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole
scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che
il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più
di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un
libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze
ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio
inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli
ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone
che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza
di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa
di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.

E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

:)

Appiccicato da: p3t3rpan alle 12:57 | permalink | commenti (12) |

lunedì, 16 gennaio 2006

.

Appiccicato da: p3t3rpan alle 23:15 | permalink | commenti (2) |