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ho sbagliato i miei conti.
non ho considerato che gli impegni della campagna elettorale si sarebbero sommati ad un momento critico di impegni professionali (il Candidato, si sa, corre sempre...).
di talché, non ho nemmeno il tempo per respirare.
figuriamoci aggiornare il blog.
ecco, allora, che strappo mezz'ora della domenica per dire cucu', sono ancora vivo, e giocare con un test interessante.
insomma, sarei un designer benevolente, ecco.

12 MAGGIO 1977: CRONACA DI UNA STRAGE
Intorno alle 20.00 del 12 maggio 1977, al termine di una giornata contraddistinta da un comportamento per tanti versi letteralmente criminale e criminogeno delle forze dell'ordine, morì a Roma, nei pressi di Ponte Garibaldi, raggiunta da un colpo di pistola alla schiena, la diciannovenne Giorgiana Masi.
Ma nella stessa giornata, già a partire dalle 13.00, squadre speciali di poliziotti travestiti da "autonomi" avevano provveduto -facendo largo uso di armi improprie, di pistole non di ordinanza e di candelotti lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo- a malmenare, a colpire e a ferire decine e decine di cittadini inermi, colpevoli di voler partecipare alla festa organizzata dal Partito Radicale a Piazza Navona per celebrare il terzo anniversario del referendum sul divorzio e per completare la raccolta di firme sugli "otto referendum contro il regime".
......................................................
Dal punto di vista più strettamente politico, restano la sostanziale copertura e la complicità attiva offerte dal Pci al governo di Andreotti e di Cossiga. Trombadori definì il divieto di manifestazione "un divieto democratico e di lotta"; Pecchioli non esitò a qualificare come "legittimo ed utile" l'impiego di squadre speciali di poliziotti in borghese; D'Alema padre, infine, arrivò a sostenere in Parlamento che i radicali dovevano ormai essere considerati "alleati soggettivi" -nemmeno oggettivi, dunque- di chi voleva in Italia "il regime dei colonnelli". Tutto questo, a ben vedere, costituì una significativa anticipazione del ruolo "istituzionale" e "responsabile" che i comunisti avrebbero scelto di interpretare un anno più tardi, imboccando definitivamente la strada della "fermezza" e decretando, in ultima analisi, la messa a morte di Aldo Moro.
Nella galleria del "caso Giorgiana Masi", merita infine di essere ricordato un episodio che illustra il comportamento del servizio pubblico della Rai-tv, che si incaricò di accecare i cittadini più e meglio di quanto non avessero già fatto a Piazza Navona i gas lacrimogeni. Il 26 maggio, nel corso di una "Tribuna politica", Marco Pannella riassunse i fatti avvenuti due settimane prima e ribadì le puntuali e documentate accuse dei radicali al Governo e alle forze dell'ordine. La Tribuna andò in onda, ma fu preceduta da una nota della Commissione parlamentare di vigilanza che denunciava "il contrasto dell'intervento di Pannella con i princìpi di lealtà, di correttezza e di obiettività cui i partiti si erano impegnati nell'uso delle Tribune", e fu seguita da un comunicato del Ministero degli Interni che da un lato definiva le accuse rivolte al Governo "gravissime, ingiuriose e infamanti, se provenienti da altri; ma, pronunciate da Pannella, solo indecenti, sconsiderate, inutilmente provocatorie, da respingere con sdegno misto a profonda pena", e dall'altro esprimeva comunque la soddisfazione del Ministro perché la trasmissione avrebbe certamente consentito ai cittadini "di vedere per oggi e per domani l'onorevole Pannella per quello che è". Due giorni dopo, commentando la Tribuna dalle colonne de “L’unità”, il corsivista Fortebraccio definì Pannella un "furgone della nettezza urbana", "un guitto" bisognoso di essere "tosato e pettinato", e, in ultima analisi, "un mediocrissimo commediante" che aveva riversato sugli ascoltatori "un accesso ininterrotto di vomito".
da Radicali.it.

Il 25 Dicembre 2005, alle ore 10:00, a Roma, marcia di Natale per l'Amnistia, la Giustizia, la Libertà.
Giorgio Napolitano c'era.
Auguri, Presidente!
:)

e così, mentre a Paperopoli fervono preparativi, colloqui, sondaggi (tutto rigorosamente sotterraneo) per far eleggere un "comunista", ma "amico", alla Presidenza della Repubblica.
e mentre Berlusconi fa di tutto e di più per convincere i Paperi che lui D'Alema, per carità!, mai nella vita!, ma intanto organizza le truppe per far eleggere D'Alema senza far capìre ai Paperi che vuol far eleggere D'Alema a tutti i costi perché a lui un "comunista", ma "amico" s'intende, come D'Alema, al Quirinale gli serve come il pane.
mentre..., dicevo, nella vita reale accade che un ragazzo di 19 anni si becca una condanna a due anni e tre mesi.
ohibò, e cosa avrà fatto mai?
lo spiega Vincenzo Donvito, Presidente dell' ADUC:
Due anni e tre mesi per aver passato uno spinello a un minorenne. Fino a quando continueremo a farci del male?
di Vincenzo Donvito
Il tribunale di Chiavari (Genova) ha condannato un ragazzo di 19 anni a due anni e tre mesi di galera perché, fumandosi uno spinello, aveva passato il joint ad un suo amico di 14 anni. Il giudice ha aumentato la condanna sette volte in più di quanto il pubblico ministero aveva richiesto.
Una sentenza in cui non c'e' da stupirsi più di tanto: la legge lo consente. Quella precedente e quella attuale cosiddetta Fini-Giovanardi. I magistrati hanno fatto il loro dovere, anche se, per esempio, sembra cozzare con altre sentenze in cui le assoluzioni e le condanne lievi erano
dominanti, e quindi più di uno si e' illuso che si potesse giuridicamente e civicamente continuare con questa legislazione.
Se invece c'è qualcuno che si stupisce (e non sarebbe strano, per esempio, se pensiamo a cosa succederà nella vita di questo ragazzo che ha SOLO passato uno spinello ad un amico, gesto che migliaia di ragazzi compiono ogni giorno ovunque nel mondo), possiamo solo dirgli di non preoccuparsi, perché siamo solo agli inizi. Se la legge, anche nella sua versione "rinnovata" sarà applicata (e ce lo auspichiamo come per ogni altro tipo di legge), casi del genere, anche più drammatici dal punto di vista sanitario, saranno all'ordine del giorno.
Il nuovo Governo che nascerà nei prossimi giorni sembra che voglia anche modificare alcune delle norme di questa legge. Noi lo auspichiamo, ma ci teniamo a sottolineare che se si tratta solo di una sorta di vendetta politica nei confronti del precedente Governo, la questione non ci interessa più di tanto. Perché casi come quello di Chiavari continueranno all'infinito fino a che il consumo e la produzione di sostanze come la cannabis non saranno depenalizzati.
Per quanto ci riguarda, per fare un vero salto di qualità e non parlarsi addosso facendo finta di affrontare il problema lasciandolo invece identico a prima, occorre ragionare e agire in questi termini. Il resto e' solo fumo e ipocrisia.
intanto, più in là (molto più in là), il teatrino della politica prosegue imperterrito.
e i Paperi fanno oooooohhhhhh....
:)

Il prefetto Bruno Ferrante, candidato dell'Unione a Sindaco di Milano, a Daria Bignardi ("Le Invasioni Barbariche"):
"Il più grande pregio di mia moglie? Sa stare un passo dietro suo marito".
Ossignùr...
:)
PS: del prefetto Ferrante si era già detto. e non a caso, mi pare...

è ufficiale, purtroppo:
il tenutario di questo blog è immeritatamente ed imprudentemente candidato per la Rosa nel Pugno alle Amministrative di Roma 2006.
nella lista per il Consiglio Comunale (in ordine alfabetico, quindi un po' in bassino, diciamo...) e capolista nel XX° Municipio (che sarebbe quello dove abito, feudo dell' Avv. Cesarone Previti, 'azz...).
ne tengano conto i miei quattro (e)lettori, e si aspettino di tutto.
ad esempio, vorrei proporre l'abolizione del costo della benzina (nel senso di darla via gratis).
per dire.
:)

articolessa domenicale di E. Scalfari sulla battaglia al Senato tra CdL e Unione.
in pratica, un ultraottantenne che parla di un altro ultraottantenne, di un novantenne e di un quasi settantenne (contrapposto ad un già settantenne).
questo non è un Paese: è una Casa di Riposo.
:)