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ma cosa è davvero successo in questi giorni alla Sapienza?
il Rettore ha invitato il Papa all' inaugurazione dell' Anno Accademico.
poteva farlo? certo, che poteva
doveva farlo? no, non era tenuto. la sua è stata una scelta (una scelta politica, trattandosi di un rappresentante istituzionale). e, come tutte le scelte, sottoposta ad un giudizio di merito (sono d'accordo, non sono d'accordo).
67 docenti (o ex-docenti) hanno chiesto al Rettore di tornare sui suoi passi.
potevano farlo? mi pare scontato: certo che sì. in questo Paese vige la libertà di parola e di coscienza (ancora). quindi, perchè non avrebbero potuto?
a quel punto, qualche decina di studenti della Sapienza ha còlto l' occasione e ha dichiarato che avrebbe contestato in qualsiasi modo la visita del Papa.
potevano farlo? certo: vale quanto detto per i docenti.
poi, il Papa, preso atto delle polemiche attizzate dalla sua ventilata presenza, ha deciso di non farsi vedere.
scontata la sua libertà di pensare e di agire (del tutto eguale a quella del Rettore, dei 67 docenti e di qualche decina di studenti) ha fatto bene, se così ha ritenuto.
quel che davvero non è ammissibile è che tutto questo venga fatto passare per censura, per fondamentalismo, per violenza o intolleranza.
prima di tutto, stiamo parlando di una persona (il Papa) che ha giornalmente la possibilità di liberamente far passare il suo messaggio (un paio di testate in libera vendita fanno direttamente riferimento a lui e/o ai suoi collaboratori, quasi tutte le altre pubblicano con grande rilievo, quotidianamente, il suo pensiero e le sue prese di posizione su ogni argomento, i sette maggiori canali televisivi gli dedicano maggiore spazio che non al Governo o alle forze politiche).
stiamo quindi parlando di una persona che, giusto o sbagliato che sia, ha a propria disposizione ogni canale informativo (per il resto dell' Europa è sbagliato, se è vero - come è vero - che fuori dall' Italia questo spazio mediatico se lo sogna).
far passare quest' uomo per uno che viene censurato è più che strumentale: è illogico.
a maggior ragione se è lui che decide di rinunciare e non se viene costretto a rinunciare (Lama, in un certo senso, fu censurato, non certo il Papa).
per quale motivo, in un Paese democratico, chi giudica incongruo l'atto di un' Istituzione può essere definito intollerante, o fondamentalista?
in democrazìa esiste la libertà di opinione (per un Papa, naturalmente, ma anche per tutti gli altri Cittadini, che siano professori universitari, studenti, lavoratori o disoccupati).
a maggior ragione in un' Università, luogo per eccellenza di dibattito, di scontro ideale ed intellettuale, di confronto delle idee.
cosa avrebbero dovuto fare, quei docenti?
tacere?
domando ai nostri paladini dell' Occidente all' amatriciana, e se si fosse trattato di Ahmadinejad (come è successo alla Columbus University)? in tale eventualità, avrebbero apprezzato il silenzio o lo avrebbero stigmatizzato?
infine, gli studenti.
per loro, vale lo stesso discorso generale del Papa e dei docenti.
perchè avrebbero dovuto tacere?
e se, pur potendosi ragionare del come (ma non certo del se), cosa hanno, in realtà fatto?
nulla, se non qualche folcloristica e innocua rappresentazione.
hanno preannunciato (sbagliando, secondo me, perchè non sempre quel che è giusto è anche opportuno): null'altro.
semmai, ci sarebbe da chiedersi quanto davvero quegli studenti (poche decine, è bene ricordarlo) abbiano davvero a cuore la laicità del nostro Stato. e quanto, invece, quella laicità sia, per loro, solo un pretesto.
una cosa è certa: Ratzinger ha vinto.
senza alcun motivo reale, è riuscito a farsi passare per censurato.
con la collaborazione attiva di quei quattro studenti e di quella, ancor più pesante, di quasi tutte le forze politiche (in primis del centro-sinistra, che delle cagnare dei clerico-fascisti potevamo prevedere in largo anticipo) è riuscito ad accreditarsi come vittima di un sacrificio inesistente.
noi laici (per quanto mi riguarda, preferisco laicista, ché implica un quid di malvagità in più...) abbiamo perso.
ancora una volta, ci siamo fatti trascinare dalla chiacchiera, dalla demagogìa, dall'ideologìa.
senza riuscire a fare chiarezza, e a smascherare un giochetto che a tutti (a tutti coloro che non sono in malafede) dovrebbe apparire senz' ombra di dubbio per quel che è: un imbroglio.
:)

la domanda è:
ma se a Luca Casarini sono state riconosciute le attenuanti perchè ha agito per motivi di particolare valore sociale e morale quando, nel 2003, bloccò i treni che trasportavano materiale bellico, agli incendiari di Pianura glie lo vogliamo dare almeno un David di Donatello?
non sarà mica un raccomandato, quello lì?
:)